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LETTURE/ Da Kondrat'ev a Benedetto Croce, aspettando la prossima crisi

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La Biblioteca Malatestiana di Cesena (Infophoto)  La Biblioteca Malatestiana di Cesena (Infophoto)

Il tempo che viene percepito continuo, in realtà, nella logica "frattale" è multi frattale; la storia che viene percepita lineare, in realtà, anch'essa è multi-frattale, con dipendenza di breve e lungo termine determinando la percezione dell'effetto ciclico. La stessa etimologia del termine decisione significa rottura fra il passato ed il futuro; nell'avvicendamento dei cicli, quindi, vi sono frizioni e nelle decisioni, maggiori fasi di disordine.

La logica gaussiana dei piccoli cambiamenti ha la sua giustificazione all'interno del ciclo; la logica dell'eccezionalità ha la sua ratio nei periodi di cambiamento, di turbolenza, ove avviene la selezione competitiva a tutti i livelli, personale, familiare, sociale, di civiltà, con i conseguenti effetti sociali ed economici. È quanto Schumpeter enunciava con la sua teoria della distruzione creativa. Le crisi in questo senso rappresentano un'opportunità per i più efficienti e i più forti. È il darwinismo economico e sociale. Ricordava infatti Albert Einstein nel 1930 che "senza crisi non c'è merito".

Quale scenario potremmo prevedere nel 2014? I pessimisti – dopo questa lettura − confermerebbero che il prossimo anno è il  probabile punto di inversione dell'ipotizzato quinto ciclo di Kondrat'ev, ne seguirà una recessione prolungata nel prossimo futuro. Gli ottimisti – invece – vedrebbero la negazione di preveggenze non razionali e quindi astrologico-cabalistiche,  determinate solo dalla fantasia, confermando, invece, l'uscita dalla crisi confortata "dall'interpretazione autentica" dei dati economici. E quindi?

L'evoluzione economica non è soggetta a leggi né condizionamenti deterministici. Non è né automatica, né lineare. Non esiste un fattore costante che la condiziona. Le analisi non presentano un'unica proiezione del corso futuro dello sviluppo dell'economia mondiale, ma piuttosto una serie di possibili scenari alternativi. Le previsioni, infatti, ed ogni considerazione prognostica, non possono che essere svolte in senso probabilistico e presentano un grado di analiticità e verosimiglianza in stretta correlazione con la contiguità cronologica dell'evento oggetto di esame. La storia non detta regole, ma può − come sottolinea Benedetto Croce − evidenziare un'esperienza anticipata, costituendo comunque un potente stimolo per l'individuazione di soluzioni, che si riferiscono a casi unici, irripetibili. In conclusione – come ricorda Geminello Alvi − la storia è la memoria del futuro.



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