BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

POLEMICHE/ Sud Tirolo o Alto Adige? Il "caso" che dà ragione a Benedetto XV

Pubblicazione:

In Tirolo (Infophoto)  In Tirolo (Infophoto)

Eppure, molte delle soluzioni toponomastiche di Tolomei, dal punto di vista storico-linguistico, rasentano il ridicolo, come se, oggi, uno volesse germanizzare il comune di Bollate, in provincia di Milano, basandosi solo sull’assonanza e chiamandolo, pertanto, Bulledorf.

La tragedia era quella di un nazionalismo incapace di rendere conto della pluralità e della complessità della storia, lo stesso nazionalismo che i papi del tempo, a cominciare da Benedetto XV, trattarono come una pericolosa eresia: una cosa è avere e amare la propria patria, altra è disprezzare e annullare quella altrui (che è, appunto, la quintessenza del nazionalismo). La bibliografia sui crimini, non solo linguistico-culturali, del nazionalismo prefascista e fascista è sterminata, ma un riferimento a quei fatti lontani è essenziale per comprendere la diatriba sulla cartellonistica sudtirolese, precisando che, nel caso di cui occupa la cronaca recente l’oggetto del contendere sono delle indicazioni escursionistiche, su sentieri di montagna e in mezzo ai boschi.

Per quelle stradali, infatti, la legge prevede un rigorosissimo e, oggi, inattaccabile bilinguismo integrale. Si tratta, oltre tutto, di un riferimento prezioso per comprendere come mai dei movimenti politici fortemente identitari, come quelli che rivendicano l’autonomia del Tirolo meridionale, e, dunque, culturalmente "di destra" (sempre che questa espressione abbia ancora un senso), siano tanto ostili alle forze politiche di centrodestra italofone della loro regione.

A pretendere (ma non ad avere) la piena rappresentanza delle ragioni dell’italianità nelle terre, che loro, da Tolomei in avanti, si ostinano a chiamare Alto Adige, sono state (e sono?), infatti, forze politiche di taglio vetero-nazionalista, se non parafascista. I sottosegretari che oggi vogliono rifare le indicazioni escursionistiche della Val Pusteria/Pustertal, dovrebbero chiedersi quanto ancora si tirano dietro dell’antica, ma mai morta, arroganza delle camice nere che tormentarono e angariarono per decenni le valli sudtirolesi. Per il resto, la questione delle indicazioni in italiano è già stata risolta da una mano pietosa che, con un pennarello nero e con tratto peraltro assai elegante, ha già provveduto, senza costi per i contribuenti, a rimettere le cose a posto. Che sia stato qualche albergatore locale, preoccupato delle possibili conseguenze per il turismo?



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.