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LETTURE/ Dal "Cantico dei cantici" a Francesco: solo un bimbo può amare Dio...

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Tiziano, Assunzione della Vergine (1516-18, particolare) (Immagine d'archivio)  Tiziano, Assunzione della Vergine (1516-18, particolare) (Immagine d'archivio)

Ma questa teologia contemplata a partire dal bisogno di totale corrispondenza che muove la creatura umana non è rimasta un sapere per pochi eletti, chiuso nel recinto di un'impervia specializzazione intellettuale. Il principio teologico ha innervato la pedagogia rivolta alle masse dei fedeli. Si è disseminato tramite l'insegnamento delle scuole, la predicazione, le pagine dei libri di istruzione che hanno inondato il pubblico dei lettori soprattutto a partire dall'invenzione della stampa. La pastorale religiosa del clero non si è irrigidita nel linguaggio unilaterale della paura e dell'imposizione coercitiva, fondate sulla minaccia delle pene che terrorizzavano, costringendo a essere obbedienti alla legge solo per sfuggire ai castighi eterni del Dio-giudice che vigila implacabile su tutto e scandaglia anche le pieghe più nascoste della coscienza dei singoli.

Si è molto sottolineato, in tanti filoni della ricerca storica del passato, il primato del terrorismo psicologico come arma usata dalla Chiesa per soggiogare i popoli e frenare la ricerca di autonomia dell'uomo moderno. Ma questo genere di letture confondono alcune derive estremistiche con la linea maestra secondo cui l'annuncio cristiano si è tramandato lungo il filo delle generazioni, dal primo al secondo millennio. Come nelle epoche precedenti, ancora in piena età moderna la pastorale della paura ha convissuto e molto probabilmente è stata superata dalla logica positiva dell'attrazione, centrata sulla dinamica della passione umana e sul contagio del desiderio che conduce all'abbraccio di una misericordia che consola e redime, dentro il circuito di un affetto dilatato oltre ogni angustia e ogni tranello equivoco, spalancato all'infinito senza limiti dell'amore divino. Più che la bocca divorante dell'inferno pronto a inghiottire i poveri peccatori incauti, più che la spada di giustizia del "tribunale intollerabile" del Dio censore dei vizi più tremendi del comportamento umano, qui tornavano in primo piano la poesia infiammata dell'eros religioso del Cantico, la giostra degli affetti messa in moto dalla preghiera dei Salmi, l'ostinazione dei Vangeli sulla vittoria irresistibile della carità, l'ansia di totalità e di perfezione delle lettere di san Paolo.

Una conferma assolutamente convincente della necessità di riequilibrare l'immagine del cristianesimo proposto alla fede dei cristiani dei secoli scorsi viene da quello che oggi sappiamo dell'azione educativa svolta dalle forze più vivaci della Chiesa cattolica dei tempi moderni, a cominciare dalla congregazione della Compagnia di Gesù. Prendiamo, come esempio, una delle più fortunate raccolte di emblemi immesse sul mercato librario dell'Europa di Sei-Settecento dagli autori gesuiti: i Pia desideria del fiammingo Herman Hugo (prima edizione, 1624). 

Gli "emblemi" erano raffigurazioni simboliche che illustravano un messaggio da decifrare interpretando immagini suggestive contornate da scritte e sentenze di commento. Erano un modo per insegnare facendo leva sull'intelligenza curiosa, capace di associare la parola sapiente con l'evidenza visiva dei segni materiali. 



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COMMENTI
16/01/2014 - La concretezza (luisella martin)

L'amore, ci ha detto il Papa, non é come una telenovela,ma si esprime con i fatti; i fatti dell'amore sono espressi dalle Beatitudini, ma anche dai pensieri, dalla tensione, dalla passione che anima il Cantico dei Cantici. Passione autentica di uomo e donna, non di bambino!