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LETTURE/ "una questione privata", la fine di Milton e la speranza di Fenoglio

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Per lei aveva tradotto i magnifici versi di Evelyn Hope di Browning: "C'è spazio, e d'avanzo, per il giovane sorriso franco / E la giovane bocca rossa e il giovane oro dei capelli. / Ma tacciamo – ti darò questo petalo a tenere – Così, te lo serro nella dolce mano fredda. / Ecco, è il nostro segreto. Vai a dormire; / Ti ridesterai, e ricorderai, e capirai".

Fulvia ora è lontana, "esattamente quanto la nostra vittoria", ma sempre viva nel ricordo.  Impossibile dimenticarla. "Era successo proprio all'altezza dell'ultimo ciliegio. Lei aveva attraversato il vialetto ed era entrata nel prato oltre i ciliegi. Si era sdraiata, sebbene vestisse di bianco e l'erba non fosse più tiepida. Si era raccolta nelle mani a conca la nuca e le trecce e fissava il sole". Siamo in pieno clima stilnovista, nella sottolineatura della direzione dello sguardo verso il sole. Lui l'affascina con le parole. "Sei tutto lo splendore". E lei: "è stato come se sentissi pronunziare splendore per la prima volta". La ricorda mentre legge: "A leggere si metteva quasi sempre lì, a filo dell'arco centrale, raccolta nella grande poltrona di vimini coi cuscini rossi. Leggeva Il cappello verde, La signorina Elsa, Albertine disparue…".

Una questione privata è il lungo inseguimento di questo sogno e di questi ricordi, nel fitto della guerra civile. Come un avventuroso, prodigioso incastro, alla maniera de l'Orlando furioso, nell'intuizione di Calvino, il racconto si snoda lungo i sentieri sporcati dal fango e dal sangue della guerra, alla ricerca della verità sull'amore. Giorgio è stato catturato dai fascisti e Milton si mette sulle tracce dell'amico e della verità: Fulvia e Giorgio sono stati amanti, come le parole della custode della villa lasciano supporre? Bisogna catturare un fascista e scambiarlo con la vita di Giorgio. L'operazione riesce, ma il sergente fascista si divincola, cerca di fuggire e Milton, quasi senza volere, gli spara. "Il sergente si è ucciso da sé, lui non c'entrava, del resto non l'aveva nemmeno visto in faccia", pensa, in un disperato tentativo di autogiustificazione. Ed ora, perché vivere? "Domani. Cosa farò domani? Dove andrò a cercare? Ma tanto è inutile…". E affiora il pensiero del sergente ucciso. 

Quel corpo verrà ritrovato; per rappresaglia verranno fucilati due ragazzi giovanissimi, staffette partigiane. Lo strazio della scena aggrava la responsabilità delle azioni di Milton: "l'episodio della fucilazione introduce con forza nel romanzo il tema delle tremende conseguenze degli atti che compiamo credendo di essere nel giusto", ha avvertito Gabriele Pedullà nella ricca introduzione dell'edizione Einaudi.



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