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GLI ANNI SPEZZATI/ Da Mario Sossi a Moro, dietro le Br c'erano Urss e Stati Uniti

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Mario Sossi (Immagine d'archivio)  Mario Sossi (Immagine d'archivio)

GLI ANNI SPEZZATI. Dopo il primo capitolo della miniserie Gli anni spezzati dedicato alla figura del commissario Luigi Calabresi, Rai Uno ha mandato in onda il secondo atto, dedicato al giudice Mario Sossi. Ilsussidiario.net  ha contattato Luciano Garibaldi, storico e giornalista, autore e coautore delle opere dalle quali sono state tratte le sceneggiature su Calabresi e Sossi: Gli anni spezzati, Il commissario (Edizioni Ares e Albatross, 2014) e Gli anni spezzati. Il giudice, riedizione Ares e Albatross del lavoro di Garibaldi, fatto insieme al giudice Sossi, Nella prigione delle Brigate rosse del 1978.

 

Cosa pensa delle polemiche e delle accuse di "revisionismo" arrivate dopo Il Commissario?

Legittimi, ancorché penosi, tentativi di screditare un lavoro di altissima professionalità; e non mi riferisco ai miei due libri dai quali sono state liberamente tratte le fiction su Calabresi e Sossi, bensì al lavoro degli sceneggiatori e del regista Graziano Diana e all'impegno dei bravissimi attori che hanno interpretato i protagonisti delle due drammatiche vicende. Per quanto riguarda la fiction dedicata al commissario Calabresi, non posso che condividere il giudizio del figlio Mario: la verità storica è stata rispettata.

 

E per quanto riguarda alcune affermazioni nei suoi confronti?

Una mi ha molto divertito. Un tale (non ricordo chi, il web è una giungla) ha scritto che io sarei uno storico di matrice cattolica "che siede all'estrema destra del Padre". Mi limito a ricordare che un incidente stradale è "un sinistro", che un gaglioffo "ha un aspetto sinistro", che il colpito da un bombardamento è "un sinistrato". E infine che, in quel fatale 17 gennaio 1793,  Barère ordinò ai deputati della Convention: "Chi è per la morte del Re, si metta a sinistra!".  

 

Ne Il Giudice non si fa alcun riferimento all'appartenenza di Mario Sossi all'Umi, l'associazione dei magistrati politicamente più a destra. Quanto ha influito questo aspetto nella scelta delle Brigate rosse di rapirlo?

Non ebbe nessuna influenza. Sossi era odiato dai sessantottini, ma anche da tutta la sinistra, perché, nella sua  qualità di pm, aveva chiesto e ottenuto l'ergastolo per i membri della banda 22 Ottobre, facente parte dei Gap di Feltrinelli, responsabili di avere ucciso a pistolettate il fattorino Alessandro Floris, che cercava di opporsi ad una loro rapina a mano armata. I giornali di sinistra, assolutamente preminenti a Genova, città rossa per eccellenza, lo avevano preso di mira quando aveva incriminato alcuni giornalai che nelle loro edicole esponevano vistosamente periodici  a sfondo sessuale. La sua personalità si era imposta in alcune gravi occasioni di confronto tra i poteri dello Stato, come quando egli aveva preso netta e chiara posizione contro lo sciopero dei magistrati («i rappresentanti dei poteri dello Stato, esecutivo, legislativo e giudiziario, non possono legittimamente scioperare esercitando essi "funzioni" e non "servizi"»), come quando si era pronunciato a favore della separazione delle funzioni requirenti da quelle giudicanti (e ciò in netta contrapposizione con le posizioni ufficiali dell'Associazione magistrati) e come quando si era detto favorevole al principio della meritocrazia anche per le toghe. 

 

La voce narrante che abbiamo sentito all'inizio della fiction ci ha detto che proprio in virtù di quanto accadde a Genova in quegli anni e con il rapimento di Sossi l'Italia cominciò a conoscere le Br. È vero?



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COMMENTI
15/01/2014 - E... (luciano dario lupano)

E i sigg. comunisti, i nipotini sono ancora peggio, hanno condannato con fermezza non chiacchierante o sotto sotto speravano che finalmente si realizzasse l'agognato Sole dell'Avvenire socialista?