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SORRENTINO/ La brutta "grande bellezza" che piace ai salotti che contano

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Una scena de "La grande bellezza" di P. Sorrentino (Immagine d'archivio)  Una scena de "La grande bellezza" di P. Sorrentino (Immagine d'archivio)

Ma l'Italia non merita affatto un trattamento del genere; per questo, se possiamo vantarci di un riconoscimento alla nostra cinematografia, c'è poco da andar fieri di chi l'ha vinto. Sorrentino ha raggiunto il suo scopo: essere preso in considerazione dal gotha mondiale del cinema, ma ha affondato ancor di più l'immagine del nostro paese in un cliché falso e ingiusto che, da adesso, sarà più difficile ribaltare. Non siamo per nulla quello che il film racconta: se lo siano i salotti romani che Sorrentino frequenta (e da adesso anche quelli americani) non so.



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COMMENTI
16/01/2014 - LA GRANDE BELLEZZA (mario rossi)

Carissimo Gianfranco, purtroppo il film descrive esattamente quello che è Roma e che cosa sono gli intellettuali di sinistra. Memorabile la scena dove Gep sputtana l'intellettuale di sinistra e con lei i vari Lerner e compagnia cantante. Per quanto riguarda la Chiesa per fortuna non è tutta come quel cardinale, ma anche. C'è nel film un anelito di ricerca del senso della vita, quando Gep interroga il cardinale sulla spiritualità, ma l'eminenza non ha tempo per rispondere, o forse, come sostiene Gep, non sa farlo, perchè non sa più chi è per lui Cristo cioè la GRANDE BELLEZZA. Come farà il povero Gep a trovare il senso della sua disperazione se anche per un uomo di chiesa la BELLEZZA non è nel Mistero. Ci sono parecchi spunti in questo film, basta guardarlo senza paraocchi. Con grande stima Mario Rossi CESENA. Ciao Gianfri... AD MAIORA