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RAFFAELLO/ Papa Francesco potrebbe riportare la Madonna a casa...

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Raffaello, Madonna di Foligno (1511-12; particolare) (Immagine d'archivio)  Raffaello, Madonna di Foligno (1511-12; particolare) (Immagine d'archivio)

Quando però venne abbattuta l'antica abside, gli eredi decisero di portare via la pala di Raffaello e di darla al monastero di Sant'Anna dove era badessa una nipote di Sigismondo. Il quadro restò lì sinché Napoleone non lo requisì e lo portò a Parigi. Fu Canova a recuperarlo, riportandolo però non a Foligno ma a Roma, perché nel frattempo le suore lo avevano ceduto al Vaticano. 

Cosa insegna tutta questa vicenda? Che il patrimonio italiano ha una natura tutta particolare. Che è patrimonio legato ai territori, che è sempre parte di un contesto (cioè di un "paesaggio" umano) preciso. E appena questo contesto si ricompone, le opere sembrano riacquisire il loro significato pieno e, oserei dire, anche un più ampio respiro che invece le collocazioni museali tendono a tarpare. 

Il patrimonio culturale è un fattore di comunità, nel senso che attorno a questi tesori si costruisce coesione e una consapevolezza della propria storia e identità. Per dirla in breve: la Madonna di Raffaello in Vaticano è uno dei tanti tesori schierati nel museo. A Foligno invece diventa un qualcosa di unico, un simbolo capace di commuovere, di accendere senso di appartenenza, un motore straordinario di attrattività che esalta tutto il contesto. È come se tornasse a parlare in tutta la sua pienezza, anche per il fatto di riacquisire una sua naturale collocazione sopra un altare. 

Qualcuno timidamente ha osato buttar là l'idea che il Vaticano possa lasciare in deposito il Raffaello al monastero di Foligno. Il direttore dei Musei Vaticani Antonio Paolucci non si è ovviamente sbilanciato, ma ha fatto capire quale potrebbe essere la strada. «Bisognerebbe chiederlo a Papa Francesco», ha detto. Certamente Papa Francesco, papa che non ama molto il centralismo, capirebbe. Lasciare il Raffaello a Foligno è un grande gesto, di quelli che fanno capire quanto la cultura sia davvero, e in senso pieno, un valore. 



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