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RAFFAELLO/ Papa Francesco potrebbe riportare la Madonna a casa...

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Raffaello, Madonna di Foligno (1511-12; particolare) (Immagine d'archivio)  Raffaello, Madonna di Foligno (1511-12; particolare) (Immagine d'archivio)

È stato vissuto come un vero evento di popolo il ritorno temporaneo della Madonna di Foligno di Raffaello nella "sua" Foligno. La tela (in orgine era una tavola) è stata esposta nella chiesa del monastero di Sant'Anna, dov'era stata per oltre 200 anni, dal 1565 al 1816, quando venne ceduta a Pio VII e quindi al Vaticano. Com'è ben noto la Madonna di Foligno è stato l'evento natalizio che il Comune di Milano ha offerto ai cittadini: in ben 240mila si sono mesi in fila per ammirarlo a Palazzo Marino. Sulla strada del ritorno, l'Eni, lo sponsor che ha sostenuto l'iniziativa, ha ottenuto dal Vaticano di fare una tappa di dieci giorni a Foligno, per riportare l'opera in quella che era stata per tanto tempo la sua collocazione. 

Su internet si vedono foto che colpiscono: gente che applaude vedendo la grande cassa con dentro il quadro, attraversare una strada stretta del centro della città per arrivare al monastero. Fuori dalla chiesa ci sono sempre lunghe code, anche perché l'ingresso è contingentato a 25 persone per volta. Il vescovo Gualtiero Sigismondi, profondamente commosso, ogni mattina alle 7,15 dice messa davanti a quell'immagine capolavoro. E ha anche scritto una preghiera offerta a tutti i fedeli: «Madonna di Foligno, ci lasciamo raggiungere dal tuo dolcissimo sguardo e riceviamo la consolante carezza del tuo volto sereno; siamo certi di essere preziosi ai tuoi occhi e ci affidiamo alla tua materna intercessione con cuore semplice».

In realtà il quadro, a differenza di altri capolavori di Raffaello strappati dal loro luogo originario (come la Madonna Sistina, venduta dai benedettini di Piacenza e oggi a Dresda; lo Sposalizio della Vergine, portato via da Città di Castello da Napoleone e "regalata" a Brera), non era stato dipinto per Foligno, anche se la sua storia si incrocia profondamente con la cittadina umbra. Era infatti folignate il committente, quel Sigismondo de' Conti che appare inginocchiato in basso nella pala, in un memorabile ritratto di profilo. E sono di Foligno le case che appaiono sullo sfondo, in quel meraviglioso paesaggio umido di pioggia. Infatti il quadro è una sorta di ex voto, in cui il potente uomo di curia, segretario di Giulio II, ringrazia perché un fulmine (o forse una meteora) aveva lasciato illesa la sua casa di Foligno.

La pala era stata pensata per la tomba di Sigismondo in Santa Maria Aracoeli (l'iconografia infatti ha un nesso con l'apparizione, avvenuta dove poi è sorta la basilica, della Vergine con il Bambino ad Augusto, raccontata dalla legenda aurea). 



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