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FEDERICO CAFFE'/ Il keynesiano che smascherò (in anticipo) i "banditi" della finanza

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"Da tempo sono convinto che la sovrastruttura finanziario-borsistica con le caratteristiche che presenta nei paesi capitalisticamente avanzati favorisca non già il vigore competitivo, ma un gioco spregiudicato di tipo predatorio che opera sistematicamente a danno di categorie innumerevoli e sprovvedute di risparmiatori, in un quadro istituzionale che, di fatto, consente e legittima la ricorrente decurtazione o il pratico spossessamento dei loro peculi. Esiste una evidente incoerenza tra i condizionamenti di ogni genere (…) che vincolano l'attività produttiva (…) e la concreta licenza di espropriare l'altrui risparmio che esiste per i mercati finanziari".

Chi sa (talvolta mi domando) se anche queste visioni non abbiano contribuito al suo nascondimento.



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COMMENTI
29/01/2014 - Finanza o peccato? (Francesco Giuseppe Pianori)

Mia mamma, da sapiente contadina, diceva che i soldi rubati non fruttano. A quando un bell'articolo sul Fattore P (Provvidenza) in Economia? Non la Borsa o la Finanza, puri strumenti, ma l'uso che ne fanno gli uomini è responsabile di tutte le storture che oggi vediamo. E' sempre una questione di libertà. Si può dar luogo ad una società ed un'economia "mafiosa" o ad una società ed un'economia "umana". La tecnica economica e relativi strumenti non sono puri o sbagliati in sé. Un'economia umana come quella benedettina ha ricreato la civiltà europea dopo la caduta dell'Impero Romano; un'economia "puritana" ha creato solo disparità, povertà e crisi cicliche. Il "soldo" non è un essere vivente e chi lo adora finisce male, trascinando con sé tutto e tutti. Non si diceva sempre nella saggezza contadina che il denaro è lo sterco del diavolo? S'intendeva ovviamente non l'uso dello strumento, ma l'adorazione di esso.