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GLI ANNI SPEZZATI/ L'Ingegnere, così la borghesia "colta" ha tradito l'Italia

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Aldo Boni è Giorgio Venuti, l'Ingegnere de "Gli anni spezzati"  Aldo Boni è Giorgio Venuti, l'Ingegnere de "Gli anni spezzati"

Il loro schema organizzativo prevedeva il comando centralizzato assoluto, la clandestinità totale, l'attacco al cuore dello Stato. L'operazione Moro, sequestro e assassinio, rappresenta il punto più alto di questa strategia politico-militare. Ma, già a partire dalla fine dell'anno 1976, con lo scioglimento di Lotta continua alla Fiera di Rimini e con la confluenza di molti militanti nell'Autonomia operaia, sorgono nuove forme di lotta armata, di cui Prima linea diventa il punto di riferimento. 

Il suo schema operativo è diverso da quello delle Br, eredita quello dei Nuclei armati proletari, fondati nella primavera del 1974, attivi fino alla fine del 1977, soprattutto al Sud: nessuna clandestinità, di giorno si studia e si lavora, si va a sparare e a uccidere la sera, dopo il lavoro, o la mattina, prima di recarsi in fabbrica o in ufficio o in università. Nascono gruppi spontanei sul territorio (i Gruppi combattenti territoriali della fiction L'Ingegnere), che praticano, con le gambizzazioni, una sanguinosa propaganda armata. La stessa che a Milano nel '77 mettono in atto durante i cortei studenteschi del sabato: alcuni armati di P38 si collocano in fondo ai cortei e, arrivati nei pressi di luoghi simbolo (Assolombarda, Piazza Cavour, dove c'è la sede di alcuni giornali, la Questura, etc.), incominciano a sparare in aria o alle vetrine. La stragrande maggioranza dei ragazzi scappa terrorizzata, ma alcuni si fermano affascinati…

Certo, la scena delle gambizzazioni di massa è appunto solo una fiction irrealistica, ma serve a rendere l'idea. La dispersione in piccoli gruppi armati, quali le Brigate comuniste, le Unità comuniste combattenti, le Formazioni comuniste combattenti… provoca una concorrenza tragica tra di loro, per accreditarsi rispetto ad un livello superiore e più autorevole, quello delle Br. È questa la motivazione che spinge la Brigata 28 marzo di Marco Barbone ad uccidere il giornalista Walter Tobagi il 28 maggio 1980. La Brigata aveva preso quel nome da un'irruzione dei carabinieri in un covo Br a Genova appunto il 28 marzo 1980, nel corso della quale erano stai uccisi quattro brigatisti. 

"Spezzati" quegli anni, perché le fratture diventarono generazionali e familiari. Queste dinamiche erano già incominciate nel '68. Durante le occupazioni notturne ragazzi e ragazze si trasferivano con il sacco a pelo nelle scuole e nelle università. Il fenomeno toccava soprattutto le fasce sociali più colte, la borghesia della produzione e delle professioni, i quadri intermedi delle aziende. L'ingegnere della fiction è appunto un quadro Fiat. Distacco dalla famiglia, libertà sessuale, rinuncia alle carriere garantite generavano conflitti senza ritorno. La Valeria della fiction, la figlia maggiore dell'ing. Giorgio Venuti − che parla in italo-romano, mentre il padre è piemontese! − rispecchia questo percorso: l'abbandono degli studi, l'uscita definitiva di casa, la partecipazione al sequestro del padre e all'omicidio dell'amico del padre. 



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COMMENTI
29/01/2014 - Da sempre una lotta che porta rinascita (claudia mazzola)

Certo che chi vuol vedere tutto nero ci riesce! Io ho visto le due puntate e sinceramente mi pare che il bene contrasti benissimo il male e vinca.

 
29/01/2014 - Già (luciano dario lupano)

Duemila anni di servaggio questuante basato su un'ignoranza diffusa pilotata ci hanno portato alla situazione attuale con una società cinica ed egoista che volente o nolente non ha mai fatto pacatamente i conti con la propria storia! E chi non è sereno ma soltanto ipocritamente fazioso non puo' avere che un futuro terribilmente precario.