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GLI ANNI SPEZZATI/ L'Ingegnere, così la borghesia "colta" ha tradito l'Italia

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Aldo Boni è Giorgio Venuti, l'Ingegnere de "Gli anni spezzati"  Aldo Boni è Giorgio Venuti, l'Ingegnere de "Gli anni spezzati"

Benché molti di questi ragazzi provengano da case piene di libri e da studi liceali, la loro cultura è grezza e schematica: l'azione prima del pensiero, dichiara il fascinoso professore, con cui Valeria condivide le idee e il letto. Ma non i rischi, perché l'intellettuale rivoluzionario se ne sta alla larga dall'azione pericolosa, ovviamente per garantire la continuità del comando. È ben descritta, nella fiction, la generosità malposta di frange di una generazione, che ha gettato le proprie vite nella fornace di un'avventura ideologica e umana all'insegna della parola d'ordine: "non si torna più indietro". 

Né manca il tema drammatico delle complicità, delle coperture, delle passività colpevoli, che hanno assicurato per parecchi anni l'acqua in cui i pesci della lotta armata hanno liberamente nuotato: dalla tata Assunta (una Paola Pitagora ovviamente invecchiata rispetto al famoso sceneggiato sui Promessi sposi del 1967, in cui interpretava una splendente Lucia Mondella), che parla di "ragazzate", allo stesso ingegnere Venuti, che individua il compagno terrorista della figlia, ma resta reticente davanti al Commissario di polizia, agli intellettuali e giornalisti, che difendono i 61 operai licenziati dalla Fiat per contiguità con il terrorismo, al direttore dell'ospedale, che non vuole denunciare i sabotaggi e che spinge il medico a farlo al suo posto, condannandolo all'assassinio… 

La fiction disegna efficacemente il profilo di viltà dello spirito pubblico della società civile del tempo. La storia reale racconta che, alla fine, la società civile reagirà. Sarà appunto la marcia dei 40mila: partiti in quattro gatti, i quadri Fiat vedranno affluire nel corteo migliaia di persone, una maggioranza silenziosa, che la sinistra dell'epoca guardò con diffidenza. Difficile esserne entusiasti, dopo che Enrico Berlinguer era corso davanti ai cancelli della Fiat a garantire l'appoggio del Pci all'occupazione della fabbrica. I sindacati usciranno fortemente ridimensionati da quella vicenda, mentre la Fiat, già in crisi, potrà continuare a contare sugli aiuti di Stato.

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COMMENTI
29/01/2014 - Da sempre una lotta che porta rinascita (claudia mazzola)

Certo che chi vuol vedere tutto nero ci riesce! Io ho visto le due puntate e sinceramente mi pare che il bene contrasti benissimo il male e vinca.

 
29/01/2014 - Già (luciano dario lupano)

Duemila anni di servaggio questuante basato su un'ignoranza diffusa pilotata ci hanno portato alla situazione attuale con una società cinica ed egoista che volente o nolente non ha mai fatto pacatamente i conti con la propria storia! E chi non è sereno ma soltanto ipocritamente fazioso non puo' avere che un futuro terribilmente precario.