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LETTURE/ Una casa, due famiglie, sette giorni

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La realtà viene frammentata nello sguardo del lettore: il discorso interiore di un personaggio finisce nella sensazione di un altro in un unicum fluido. Così si passa dai pensieri peccaminosi dell'adolescente Alex allo sfrigolio nella padella su cui Dominic impegna la sua frustrazione di musicista sprecato; dal timore spirituale della devota Daisy all'insofferenza di Melissa che nasconde la più tipica delle violenze adolescenziali nell'era dei social network.

Gli otto personaggi si presentano al nostro sguardo un po' alla volta (è il caso di dire giorno per giorno), li conosciamo come ricomponendo le schegge di un piatto rotto, sbagliando a metterle insieme perché il passaggio dai pensieri alle azioni non sempre è immediato o chiaro. Così le schegge ricomposte ci mostrano la personalità ma anche il dramma dietro un atteggiamento. I ricordi di cose piacevoli o emblematiche del passato sono interrotti dai banali eventi della quotidianità: una pentola da sgrassare, un asciugamano da appendere, un tè da scaldare. Apparentemente gesti inutili, ognuno di essi ha una funzione narrativa determinante, e traghetta il lettore dall'ora all'allora, rendendo possibile conoscere alcuni dei fatti che hanno ridotto il personaggio nello stato attuale, dandogli così spessore. Lo scavo emotivo compensa la quasi totale mancanza di descrizioni fisiche. Ognuno di essi, pensando ai propri dèmoni, ci rivela qualcosa degli altri, involontariamente. Le debolezze umane, nelle diverse forme, sono incarnate in tutti loro, anche nel piccolo Benjy, di soli otto anni, alla fine il più risolto, il cui universo popolato da ninja, mostri e spade non è ancora stato corrotto dal virus dell'esperienza, che rende gli adulti così tristi e insofferenti.

In qualche modo questa breve vacanza non serve tanto a Richard e Angela per ricollegarsi come fratelli, quanto per trovare una collocazione a ognuno degli otto personaggi, una ragione di esistere in quel mondo, in quel momento. Questo non vale solo per i tre adolescenti che, per definizione, sono alla ricerca di se stessi, ma anche e soprattutto per gli adulti che sono giunti alla casa rossa con le certezze date per scontate dall'età e dall'esperienza, e che invece si rivelano insufficienti, talvolta addirittura fallaci. E Mark lascia aperte le singole questioni che si sono ricomposte, insieme alle schegge, sotto i nostri occhi: la paziente di Richard sulla sedia a rotelle per il suo intervento sbagliato, la relazione extraconiugale di Dominic con la psicolabile Amy, l'incapacità di Angela di superare i traumi familiari a distanza di anni e quella di Louisa di educare Melissa, la fede-paravento di Daisy che nasconde la sua omosessualità anche a se stessa, l'esorbitante egoismo di Alex che ne fa un individuo anaffettivo. Sullo sfondo una natura verde e generosa che ridimensiona i protagonisti a fragili pedine di un disegno più grande.



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