BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

LETTURE/ Prades: l'attacco di Scola alla tentazione (neopagana) dell'Expo

Pubblicazione:

Il cardinale Angelo Scola (Infophoto)  Il cardinale Angelo Scola (Infophoto)

Il mondo non è – non lo è mai stato − un oggetto sottoposto alla nostra volontà illimitata di potere, ma piuttosto lo spazio di un'azione responsabile che non può non avere una connotazione responsoriale. Nel gestire il creato siamo corresponsabili davanti a Colui che ne è veramente Creatore e Signore. Il vero protagonista della giusta assegnazione dei beni terrestri non potrà essere che l'uomo, la sua libertà "responsoriale". Egli si sa chiamato da un Altro, e così reso alla radice capace di ogni innovazione, espansione e produttività. Si tratta dunque di approfittare la grande occasione dell'Expo 2015 per favorire ciò che Scola chiama, sulla scia di Benedetto XVI e Francesco, l'ecologia umana

Fedele al suo stile di riflessione, che vuole sempre "entrare in merito", il Cardinale scende ad esaminare alcune delle dimensioni più stringenti del panorama attuale: dal mito della tecnocrazia alla tragedia della fame, dalle questioni della sovranità alimentare alle piante geneticamente modificate. Non a caso, è convinto che la fede cristiana richiami una sua traduzione culturale, che ne mostri la convenienza dall'interno delle situazioni vissute. 

La strada che sola permette questa traduzione culturale è quella di un impegno educativo che riesca a trasmettere innanzitutto due dimensioni dell'umano essenziali per l'odierna situazione. Da una parte dobbiamo educare ed educarci alla responsabilità su ciò che ci è stato dato; dall'altra è necessario maturare nell'esperienza di una interdipendenza delle generazioni, che, come la storia documenta, ha sempre portato gli uomini ben oltre la soddisfazione ristretta dei loro bisogni, per tendere sempre ad un miglioramento delle soluzioni tecniche che potessero giovare anche − a volte soprattutto − ai figli, ai figli dei figli, a coloro che abiteranno la terra dopo di noi. 

Per adempiere il compito assegnato dobbiamo ricuperare quella responsabilità che Scola individua in partenza: guadagnare un nuovo sguardo sull'umano. Infatti, serve mostrare con precisione la natura del bisogno dell'uomo, dei suoi desideri, della sua relazionalità e della sua ragione, fino al punto di giungere al riconoscimento dell'altro, degli altri, che sono sempre un bene, anche nell'affrontare le questioni alimentari del pianeta. Ne nasceranno gli stili di vita radicati nell'esperienza comune, e proposti alla libertà di ciascuno, che consentano una vera convivialità. Speriamo che nei mesi in cui l'Expo sarà aperta al mondo sia possibile riconoscere in atto una tale convivialità. Fino allora il libro del Cardinale di Milano diventa una efficace road map.


Angelo Scola, "Cosa nutre la vita? Expo 2015", Centro Ambrosiano, Milano, 2013. Anche in e-book nella collana del Corriere della Sera



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.