BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

IDEE/ Perché Platone e Nietzsche non vanno d'accordo col web?

Pubblicazione: - Ultimo aggiornamento:

Infophoto  Infophoto

Molti siti sono l'espressione di istituzioni universitarie (p.e. Esercizi filosofici), altri esprimono istituzioni a cui collaborano docenti universitari (p.e. Labont, SDAFF), altri ancora sono l'espressione di gruppi di ricerca formati da docenti universitari (p.e. il Centro di filosofia sociale, il Gruppo di ricerca in filosofia politica), altri infine sono legati di fatto all'Università che li sostiene in vari modi (p.e. APhEx, Dialeghestai, Etica & Politica). Persino le pagine web più informali, i blog, trovano una interessante presenza da parte della realtà universitaria (p.e. Filosofiablog, hegelpd). I siti filosofici che non rientrano in queste categorie raramente raggiungono standard alti per livello, qualità, organicità e innovatività dell'offerta.

L'università, rispetto alle risorse filosofiche on-line, svolge di fatto tre funzioni: promuove la qualità dell'offerta, cerca di garantire la stabilità della presenza, fornisce le risorse economiche e, soprattutto, umane. Quanto alla prima funzione, la filosofia, più che altri ambiti del mondo della cultura, si presta alle derive dei telepredicatori e dei guru carismatici autopromossi: è perciò importante che qualcuno garantisca la qualità dei contenuti. L'università, da questo punto di vista, è un discreto garante. Quanto alla funzione di stabilizzazione, Internet è un ambiente segnato dall'impermanenza: la facilità con cui i siti nascono e muoiono è impressionante. L'università, con le sue istituzioni relativamente salde (ma meno del solito di questi tempi), tende a stabilizzare la presenza di siti filosofici in rete. Si tratta però di un giudizio da formularsi con cautela, perché sono noti i casi che fanno eccezione, il più doloroso dei quali è quello dello SWIF, il Sito Web Italiano per la Filosofia, oggi non più in attività. L'università, poi, fornisce le risorse economiche per tenere in vita molti dei migliori siti e, soprattutto, fornisce le menti pensanti.

Resta da capire se davvero – quanto alla filosofia – la rete offra contenuti d'avanguardia, quasi in competizione con l'accademia. A me non pare che sia così, su entrambi i punti: la rete non offre contenuti d'avanguardia, né è in competizione con l'accademia. Quanto ho fin qui discusso mostra le mie ragioni in risposta al secondo punto: la rete, sulle cose della filosofia, è in larga parte espressione dell'accademia, o almeno di quella parte di essa che accetta di esprimersi in rete. In secondo luogo, la rete non offre contenuti d'avanguardia. I siti filosofici su Internet sono per lo più delle vetrine, strumenti per farsi conoscere, per raccogliere la lista dei propri lavori su carta, rimandando il curioso all'acquisto dei testi. Il formato libro costituisce ancora, per la filosofia, lo spazio d'espressione privilegiato. 



< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >