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IDEE/ Perché Platone e Nietzsche non vanno d'accordo col web?

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La filosofia, da sempre, si nutre di dialogo, dibattiti, critica. Internet, si sa, è un luogo virtuale che offre l'opportunità di incontrare persone con interessi simili ai propri, di riflettere, di discutere, di esprimersi e farsi notare. La spinta della filosofia verso Internet è stata favorita in questi ultimi anni da numerose circostanze, tra cui: la diffusione della rete e la crescente familiarità dei filosofi cogli strumenti web; la semplificazione progressiva dei software e perciò l'accessibilità delle tecnologie, così che è ormai facile a chiunque aprire e gestire una pagina su Internet; la crisi economica che rende difficile la vita alle pubblicazioni cartacee; infine, la volontà di comunicare e farsi conoscere. Il numero e la ricchezza anche qualitativa dei contenuti in rete hanno fatto parlare addirittura di "webaccademia". L'idea è che mentre in passato il luogo più avanzato della discussione filosofica era il mondo universitario, oggi sarebbe invece la rete a offrire i contenuti più all'avanguardia. Proverò di seguito a discutere questa tesi. Delineerò dunque il fenomeno della filosofia in rete e ne discuterò alcuni aspetti relativamente al caso italiano.

Nell'epoca d'oro della tv, cioè gli ultimi trent'anni del Novecento, la filosofia non pareva particolarmente appetibile ai media. Essa sembrava poter offrire contenuti troppo accademici, di interesse troppo limitato e perciò non competitivi in confronto a quelli richiesti e offerti da una televisione generalista e popolare (fa eccezione l'Enciclopedia Multimediale delle Scienze filosofiche). La tv si teneva lontana dalla filosofia e, peraltro, la filosofia la disdegnava: emblematico il rifiuto di Umberto Eco di essere ospite di Mike Buongiorno. Con Internet, il rapporto tra la comunicazione di massa e la diffusione di contenuti filosofici è cambiato per una serie di motivi. Vediamoli. Intanto i filosofi hanno imparato a rifuggire il "filosofese", così da farsi capire, o almeno da darne l'impressione. Inoltre, i contenuti vengono offerti in rete e vi restano, consentendo una fruizione più meditata, come con la televisione non sarebbe possibile. Infine, l'accessibilità nei propri tempi e la possibilità di andare ai propri interessi, oltre al carattere interattivo di Internet, consentono a molti di trovare ciò che cercano e, magari, di interagirvi commentando, linkando e in vario modo rilanciando i contenuti meritevoli.

Si può davvero parlare per la filosofia di webaccademia? Credo di sì, almeno in un certo senso. Innanzitutto va detto che l'espressione è vera alla lettera: non solo perché la webaccademia, qualsiasi cosa sia, è su web, ma anche e soprattutto perché l'università è massicciamente presente su ciò che si trova on-line. 



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