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PREMIO NOBEL 2014/ Scusate, chi è Patrick Modiano?

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Patrick Modiano (foto da lepoint.fr)  Patrick Modiano (foto da lepoint.fr)

PREMIO NOBEL LETTERATURA 2014 — Lo ammetto, non ho mai letto nulla del romanziere e sceneggiatore francese Patrick Modiano, Premio Nobel della letteratura 2014. Il mio è un evidente caso di ignoranza. Ha poca importanza il fatto che diriga una rivista di letteratura contemporanea, che abbia pubblicato antologie di narrativa del Novecento, che curi tuttora un Almanacco annuale della letteratura europea e mondiale, che abbia letto e scritto su centinaia di libri di autori viventi. Di Modiano non so niente. Per questo non mi permetto di giudicare l'assennatezza o meno della scelta dei giurati del Nobel: se Modiano doveva essere, Modiano sia. Andremo subito a leggerci qualcosa. 

Una cosa però la so: in tutta la letteratura francese contemporanea qualcun altro di grande c'è senz'altro. Facciamo un nome: Yves Bonnefoy. Un poeta, un critico letterario, un traduttore di assoluta grandezza, autentico maestro per due o tre generazioni di scrittori, in Francia e fuori, amatissimo anche dai poeti nostrani. Più o meno grande di Modiano? Sospendo il giudizio finché non ho letto Modiano. Ma un'altra cosa la so: molti sono in questo momento nella mia situazione: collaboratori di pagine culturali di quotidiani, studiosi, estensori di recensioni, persino professori universitari di letteratura francese: non sanno chi è questo Premio Nobel. In Italia e altrove, forse persino in Francia. 

Già vedo molti di questi colleghi arrancare in giro per il web, alla ricerca di qualcosa. Ma butta male: wikipedia ha dodici righe in tutto, il sito www.modiano è intitolato a un'industria di carte da gioco italiana (e in effetti Patrick è di origine italiana). Di conseguenza le news che girano sono tutte uguali: famiglia di origine ebraica, ciononostante il padre collaborazionista dei nazisti, esordio negli anni sessanta, la motivazione del Nobel: "l'arte di ricordare con cui ha evocato i destini umani più difficili da comprendere e ha svelato l'universo dell'Occupazione" nazista della Francia… poche cose, a dir la verità, e un po' datate anche nell'universo letterario. 

Si ha ormai l'impressione che quelli del Nobel riconoscano sempre le stesse cose, per carità sacrosante. Ma insomma sarebbe bello un guizzo che non sia nel solito laghetto dell'antifascismo, della memoria, della tragedia degli ebrei. Che non è un laghetto, ma un oceano, purché non diventi oggetto di una retorica da premio che lo rende tale. Ma quali sono allora i misteriosi criteri della commissione del Nobel? Ricordiamo che Modiano, appena raggiunto dai giornalisti, ha definito "bizzarra" l'attribuzione fattagli del Premio, forse riconoscendo implicitamente anche lui che pur nella sola Francia c'era ben altro da pescare, e coincidendo in questo con la reazione a caldo di un'altra illustre sconosciuta, premiata nel 2004, l'austriaca Elfriede Jelinek, la quale fece presente ai commissari del premio che, per quanto riguarda il suo paese, era ancora in vita un gigante del calibro di Peter Handke. 



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