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LETTURE/ Gianni Simoni, così un (ex) pm diventa "caso letterario"

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Accuratezza e precisione sono anche i marchi di fabbrica di Simoni costruttore di trame: forte della sua esperienza di magistrato — e dei suoi gusti personali — che si riflettono nel personaggio del giudice Petri, le sue trame sono assolutamente credibili, realistiche, specialmente per quanto riguarda le fasi d'indagine e la ricostruzione del lavoro degli inquirenti. Si potrebbe, infatti, parlare di "giallo procedurale", perché Simoni ci mostra come avvenga in realtà il lavoro d'indagine, che è, in primo luogo, un lavoro d'équipe, senza gli episodici colpi di genio dello Sherlock Holmes di turno, ma caratterizzato da controlli a tappeto, riunioni periodiche, ipotesi vagliate da un paziente e necessario passaggio di informazioni, in primis all'autorità giudiziaria. 

E tutto questo è sostenuto da una lingua e da uno stile che, già notevolissimi nei primi romanzi, crescono su se stessi, stanno cioè diventando sempre più maturi e sanno di buone letture, di amore per la cultura, di una formazione culturale e professionale solidissima, sostenuta da una tensione civile e morale che è davvero raro trovare in un autore di narrativa d'intrattenimento. Gialli, sì, ma con una testa e un cuore.

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Gianni Simoni, "Troppo tardi per la verità", Tea, 2014.



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