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CRISTIADA/ La "cattiva rivoluzione" e il martirio di una nazione cattolica

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Dal film Cristiada  Dal film Cristiada

Una rivoluzione, quella messicana, che ha goduto altresì, rispetto ai cristeros, di ottima (e immeritata) fama, di vasta pubblicistica, persino dell'onore di essere considerata — sino alla rivoluzione cubana di Fidel Castro — il più importante rivolgimento dell'ordine politico e sociale avvenuto nell'America latina, in grado di produrre, a differenza degli infiniti pronunciamientos succedutisi in precedenza nel continente, una reale e radicale trasformazione. Il martirio del Messico, dove andò al potere agli inizi degli anni Venti un potere massonico ferocemente antireligioso che si proponeva di sradicare il cristianesimo dal paese, è un esempio paradigmatico di  storia negata.

cristeros combatterono, soffrirono e morirono per la loro fede, per difendere la libertà religiosa, ossia, detto in termini pratici, la possibilità stessa di accedere ai sacramenti, di avere, per sé e i propri figli un'istruzione cristiana, di poter trasmettere e comunicare liberamente la fede stessa. Questo sacrificio di sangue che settant'anni fa vide una intera nazione cattolica brutalizzata da un governo che si era prefisso di estirpare dal popolo ogni radice di religiosità, è senz'altro meritevole di giungere ad interpellare e, perché no?, a scuotere e a commuovere le coscienze spesso pigre e intorpidite dei credenti. 

Quello dei cristeros è stato il martirio tipico del ventesimo secolo, epoca caratterizzata  dai reiterati tentativi di costruire, oltre che nuove società, "uomini nuovi". Questi tentativi hanno tutti lasciato dietro di sé una spaventosa scia di sangue. La rivoluzione messicana fa parte, a buon diritto, della schiera di questi "esperimenti" poligenetici, e analogamente agli altri scatenò la furia rabbiosa della persecuzione contro la religione, contro ciò che costituiva l'anima della nazione messicana, il suo tessuto connettivo, il fondamento stesso dell'ordine civile e umano. 

In una rivoluzione, come tentativo di esercizio arbitrario e totalitario del potere, è necessario colpire anzitutto la libertas ecclesiae. Laddove infatti la Chiesa è libera nell'adempimento della sua missione, cioè andare con Cristo incontro agli uomini, c'è inevitabilmente libertà  per l'uomo. Per questo motivo nel nostro secolo le guerre sono state, soprattutto, guerre contro la religione. Ogni progetto di nuovo ordine e di uomo nuovo è stato impegnato in primo luogo nello sbarazzarsi, ideologicamente e materialmente, della ingombrante presenza di chi ha avuto la pretesa di definirsi Via, Verità e Vita.

cristeros, da padre Vega al generale Gorostieta fino all'ultimo dei volontari, fino al più piccolo, come il ragazzo-martire Josè Del Rio, come ogni martire per la fede in tutta la storia della Chiesa, erano molto di più che degli avversari politici, dei membri di una fazione avversa al potere di turno: erano dei testimoni di questa Verità e di questa Via, testimoni per mezzo di una vita intensa e credibile, e per questo insopportabile per il nemico. 



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COMMENTI
16/10/2014 - Cristiada (Carla D'Agostino Ungaretti)

E' un film bellissimo e commovente. Io l'ho vidi un paio di anni fa in una visione privata presso la Fondazione Lepanto in lingua originale e con i sottotitoli in italiano. Tornerò a vederlo senz'altro e consiglio a tutti di andarci. Finalmente un film che esalta i valori cristiani in un'epoca scristianizzata come la nostra.