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IL CASO/ Matera capitale della cultura, una "vittoria" di Olivetti e Pasolini

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Matera, particolare del centro storico (Immagine d'archivio)  Matera, particolare del centro storico (Immagine d'archivio)

Il film lo sappiamo, fu un capolavoro. E giustamente Matera 50 anni dopo gli ha dedicato una mostra bellissima, affidata al grande estro allestivo di Joseph Grima, che sta avendo anche un grande successo di pubblico. È una mostra pensata per preparare la città alla candidatura come Capitale della cultura, proprio collegando la storia al futuro. Olivetti e Pasolini sono infatti testimonial di una città che vuole spingersi nel futuro ma che vuole essere profondamente se stessa, fedele alla propria storia. 

Il dossier presentato dal comitato di Matera 2019, presieduto da Paolo Verri, è stato vincente, perché ha sposato un'idea di cultura come memoria e insieme come motore di innovazione sociale, invece di puntare (come si fa abitualmente in Europa) su una spettacolarizzazione affidata ad archistar o su un'innovazione modaiola. Così, contro l'insopportabile fatalismo di chi vede l'Italia come una sentina di problemi, di chi guarda al sud come un problema irredimibile, il caso Matera dimostra che l'Italia è molto più vitale di come ci viene raccontata. Sarà vero che tanti cervelli vanno all'estero, ma evidentemente ancora di più sono quelli che rimangono e che hanno voglia di disegnare un futuro. Anche perché disegnare il futuro di un paese bello come questo e di città come può essere Matera è l'avventura culturalmente più appassionante che si possa immaginare. 



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COMMENTI
18/10/2014 - Un'idea di comunità (Paolo Tritto)

Come cittadino di Matera vorrei aggiungere che l'elemento principale che ha persuaso la giuria nella designazione è la novità del soggetto culturale: la comunità. Abbiamo voluto affermare che una cultura viva è generata da un popolo e non dal potere intellettuale. La novità del soggetto è ciò che ha impressionato maggiormente i commissari. Anche perché in momenti di crisi non si può fare affidamento su nulla, salvo su un soggetto presente.

 
18/10/2014 - Una "gara" inutile tra città meritevoli (Giuseppe Crippa)

La presentazione di Matera da parte di Giuseppe Frangi è bellissima – grazie! - ma costringere a competere città come Ravenna, Cagliari, Lecce, Perugia e Siena per essere designate “capitale europea della cultura per l’anno 2019” è piuttosto triste dato che ognuna di esse (e moltissime altre) hanno adeguati titoli per rivestire questo ruolo: meglio sarebbe ricorrere al sorteggio. Ricordo poi che l’Unione Europea designa ogni anno non soltanto una ma una coppia di città ed a Matera verrà affiancata la bulgara Plovdiv. Poichè il 2019 è piuttosto lontano, ricordo infine che le capitali della cultura 2015 saranno la belga Mons e la ceca Plzen, quelle 2016 la spagnola San Sebastian e la polacca Breslavia, nel 2017 la danese Aarhus e la cipriota Pafu e nel 2018 avremo l’olandese Leeuwarden e la capitale maltese La Valletta.