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PAOLO VI/ Lo storico: ecco le lettere che spiegano il turbamento di Montini

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La basilica di San Pietro (Infophoto)  La basilica di San Pietro (Infophoto)

Così sembrerebbe che il papa, a un dato punto, cominciasse a condividere la preoccupazione di Siri circa i rischi di uno "scivolamento" dogmatico del mondo ecclesiale: «Sono entrato in argomento — scrive il porporato di Genova —. L'editoria cattolica italiana dice cose che dividono il clero sul terreno dottrinale e perfino i seminari. Ho portato un esempio dalla stessa Civiltà Cattolica. Gli imprimatur si danno con notevole incoscienza. Il Papa è interessato e preoccupato. Si scivola sull'argomento teologico. Dico: non si studia più [elenco di temi teologici]... si parla di Rahner di Congar di Danielou e ciò parla chiaro. Mi appello a Heidegger, Bultmann veri ispiratori di molti cattolici, al loro relativismo asfissiante. Mi accaloro. Il Papa mi segue, mi dà ragione, capisco o mi pare capire che qualcosa gli si fa più chiaro […] Si parla di Concilium e se ne lamenta. […] Lui dice "anche il Papa è felice di avere appoggio in collaboratori saggi e onesti come Sua Eminenza"». 

Siri, poco oltre nel tempo, si sente libero di denunciare al papa, in una lettera del 1° novembre 1967, il crescente sconcerto da lui percepito tra i fedeli per la campagna di diffusione dei metodi anticoncezionali ed in particolare della pillola, anche in ambito cattolico: «Non è raro trovare confessori che irrazionalmente e con leggerezza ritenendo superato ogni limite posto dalla Morale tradizionale, autorizzano i fedeli ad usare metodi anticoncezionali. Il danno di questo stato di cose è notevolissimo e rischia di contagiare, a poco a poco, tutta la vita morale attribuendo a santissime e supreme leggi divine del costume lo stesso stato di decadenza, che indebitamente attribuiscono alla morale familiare. I pastori d'anime sono in vera e grave angustia. In conseguenza di tale stato di fatto, ecc, PADRE SANTO, la mia umile sommessa preghiera. 1 - si degni la SANTITA' VOSTRA di dare una norma, la quale sia pertanto valevole a togliere le confusioni esistenti e a dare una comune regola a tutti i credenti. 2 - Si degni la SANTITA' VOSTRA di dare ai Suoi figli in questa delicatissima e fondamentale materia la norma TRADIZIONALE …». 

Se Montini legga e approvi esplicitamente questa netta presa di posizione o meno non è ancora confermato al momento: egli però, proprio in quei giorni, si appresta a scrivere l'enciclica Humanae Vitae, promulgata poi il 25 luglio del successivo 1968, che va comunque nel senso indicato da Siri, benché non ricorra in essa espressamente la parola "tradizione". 

Anche il grande vaticanista Lai a più riprese ha fatto riferimento a un rinsaldamento del legame tra Siri e Montini dalla fine degli anni Sessanta, che parrebbe peraltro confermato da una lettera dell'arcivescovo di Genova del 14 dicembre dello stesso 1969, dove si presenta un'apertura, anche emotiva, nei confronti del pontefice, piuttosto sorprendente: «Sono coi dolori e preoccupazioni della Santità Vostra. Mi pare che nulla abbia da presentarvi di meglio della fedeltà senza riserve. E credo anche che questa fedeltà sola possa rendere serio l'augurio che Vi presento per il Santo Natale. Vogliate benedirmi!».



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