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L'IDEA/ Snaidero, il confine tra impresa e arte non è mai stato così sottile...

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Roberto Snaidero (Infophoto)  Roberto Snaidero (Infophoto)

Un assaggio significativo di questa bellezza era in mostra al Meeting di Rimini dove Snaidero e i suoi non si sono accontentati di presentare la loro attività, ma hanno puntato alto provando a documentare come “un pezzo di legno non è solo un pezzo di legno”, raccontando l’“anima” di questo materiale in un percorso che dall’albero conduce alla realizzazione del prodotto finito. “Sono davvero contento che tanta gente e soprattutto tanti giovani siano rimasti affascinati dall’esperienza della lavorazione del legno”. I giovani, appunto: la cosa di cui va più fiero è aver portato al Meeting i ragazzi del polo formativo da lui promosso di Lentate sul Seveso che, “insieme agli artigiani del mobile della Brianza, hanno imparato, lavorato e incontrato imprenditori e tanti altri giovani visitatori, a cui hanno mostrato qualcosa di entusiasmante e anche promettente come prospettiva di lavoro (il settore è fatto da circa 70.000 imprese di cui il 99,9% sono radicate sul territorio)”. Viene in mente la massima di De Saint-Exupéry: “Se vuoi costruire una nave, non radunare uomini solo per raccogliere il legno e distribuire i compiti, ma insegna loro la nostalgia del mare ampio e infinito”. Non solo formare e promuovere un brand, ma comunicare una passione “alla gente comune che fa la vita del nostro Paese”. In un panorama spesso schiavo del breve respiro colpisce uno sguardo così aperto sul futuro. E mentre associazioni d’imprese e altri luoghi di rappresentanza fanno a gara per richiamare imprenditori e manager alla capacità di fare rete, di affinare strategie di marketing e comunicazione, Snaidero ha in mente la voglia di costruire, la curiosità, la creatività, la sfida dell’ignoto… 
D’altra parte non ha dubbi: “Nelle nostre imprese ciò che vale è la testa delle persone. Un anno a Colonia chiesi a un architetto tedesco perché veniva in Italia a far realizzare i prodotti che progettava. Mi rispose che in Italia trova l’imprenditore che sa interpretare un disegno e in più mettere la sua esperienza, la sua cultura del legno nel prodotto. Infatti a volte capita di vedere che il progetto è diverso dal prodotto finito. Questo negli altri Paesi non esiste”. 
E’ un po’ più chiaro allora perché una Federazione che si sta misurando con lo sforzo titanico di organizzare una fiera dell’arredo in Cina, che è titolare del più importante salone del mobile al mondo, ed è impegnata a portare le sue aziende in mercati esteri in un momento davvero difficile, spenda una settimana al Meeting di Rimini e perché abbia creato la scuola di Lentate: “Questa storia è troppo bella e deve continuare. La vita bellissima che c’è nel prodotto del mobile non può andare persa”. 
Se la passione per un particolare, il legno, riesce a far apparire il mondo più grande, forse dal treno in corsa di mr. Snaidero c’è qualcosa che può aiutare tutti a ricominciare.



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