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L'IDEA/ Snaidero, il confine tra impresa e arte non è mai stato così sottile...

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Roberto Snaidero (Infophoto)  Roberto Snaidero (Infophoto)

“Ci sono dati significativi, ad esempio, quest’anno le aziende italiane del settore sono tornate a superare le tedesche nell’esportazione in Cina, ma la situazione è ancora molto difficile, c’è sconforto. Pensi a un’azienda che ha l’80% del suo lavoro in Russia, in questo momento, cosa rischia… Anche per questo – nonostante ci sia chi me lo sconsiglia – non posso rinunciare ad accompagnare le nostre imprese nella prossima missione a Mosca: voglio essere lì con loro”. 
Sull’analisi, e ancora di più, sulla recriminazione o sul lamento prevale il fascino della sfida? “No, prevale sempre la passione per questo settore, in cui vedo esistere ancora molte potenzialità”. Certo, in un momento così difficile, la sfida c’è ed è “vedere la positività davanti, ma un imprenditore è sempre chiamato a delle sfide, deve sempre inventarsi qualcosa… come la gazzella del famoso aforisma continuamente inseguita dal leone”. E la realtà cinese, men che meno, fa sconti: “In Cina in due anni hanno costruito una fiera di 450 mila metri quadrati; sono velocissimi, non perdono mai un colpo. E il loro mondo è davvero diverso dal nostro”.
Eppure la memoria rimane legata ai momenti informali trascorsi con gli imprenditori cinesi, momenti da uomo a uomo, passati anche a cantare… Il suo appare un continuo smarcarsi dagli schemi, oltre analisi, strategie, contabilità delle forze in campo; un ricominciare continuo dettato da un “fattore umano” non incasellabile, ma guardando il quale sembra più facile ricominciare. 

(Silvia Becciu)



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