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LETTURE/ Malala Yousafzai, difendere la libertà da Bush e i talebani

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Malala Yousafzai (Infophoto)  Malala Yousafzai (Infophoto)

Questo problema è riportato da Malala anche nel libro, quando spiega come per combattere un male se ne sia creato un altro, ad esempio armando i ribelli afghani contro la Russia negli anni Ottanta, o vent'anni dopo finanziando Musharraf per contrastare i talebani, i quali in realtà ricevevano armi e denaro sottobanco dalla stessa Isi (i servizi segreti pakistani). Queste situazioni, che inizialmente avevano avuto un perché, erano sfuggite di mano causando cambiamenti in peggio. Incredibilmente anche la Cia è arrivata a questa conclusione dopo che un recente studio svolto sotto copertura ha dimostrato come il finanziamento dei ribelli sia stato più controproducente che altro, dall'epoca del Nicaragua sandinista passando per la Baia dei Porci fino ai mujahideen afghani, che sono diventati poi lo zoccolo duro di Al-Qaeda.

I'm Malala ripercorre brevemente la storia del Pakistan fino agli eventi più recenti, e ruota intorno all'evento clou della sua vita, l'attentato di cui è vittima il 9 ottobre del 2012. Un talebano le spara alla testa mentre torna da scuola sul bus insieme alle compagne, due delle quali vengono ferite in modo non grave. In coma, viene portata prima a Peshawar poi a Rawalpindi dove le sue condizioni peggiorano, infine a Birmingham (Uk), grazie alla generosità della famiglia reale degli Emirati Arabi che offre il proprio jet privato, provvisto di ospedale a bordo. Birmingham è adesso la città dove Malala e la sua famiglia vivono. I talebani hanno continuato a minacciarla ignorando il fatto che proprio il tentativo di eliminarla ha attirato l'attenzione sulla sua causa a livello mondiale. Nel 2013 Malala è stata ricevuta da Barack e Michelle Obama, e dalla regina Elisabetta, è stata a Strasburgo e all'Onu, la sua fondazione ha ricevuto 200mila dollari di donazione da Angelina Jolie. Tra il 2011 e il 2014 è stata insignita di più riconoscimenti di un qualsiasi politico italiano, anche nei tempi migliori.

Il libro è stato accolto con freddezza in Pakistan, anzi la federazione delle scuole private pakistane lo ha bandito dal proprio circuito (152mila istituzioni) perché irrispettoso dell'islam e potenzialmente un cattivo esempio. Nemo profeta in patria. E' difficile non pensare che un simile atteggiamento nasca dal timore di diventare un facile bersaglio degli estremisti che, nonostante tutto, infestano ancora il paese. I detrattori di Malala sostengono che fosse una spia della Cia e l'attentato una messinscena, nonostante la puntuale rivendicazione da parte talebana.

Fa commuovere vedere questa giovane donna tenere il suo semplice discorso all'Onu, a un anno dall'attentato, con un'espressione seria e resa asimmetrica dalla lesione di un nervo, avvolta nella pashmina avuta in dono come augurio di pronta guarigione dai figli di un'altra grande personalità, Benazir Bhutto.



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