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CARAVAGGIO/ "Maddalena in estasi", non c'è peccato che resiste alla Grazia

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Caravaggio, Maddalena in estasi (1610)  Caravaggio, Maddalena in estasi (1610)

Invece nella Maddalena ritrovata, che è da riferirsi all'ultima stagione di Caravaggio, si riconoscono i sembianti di Lena, cioè Maddalena Antognetti, una donna celebre in tutta Roma per la sua bellezza: alta, capelli neri e folti, seno florido. Ne conosciamo tutto il fascino perché è lei a posare per la Madonna dei Pellegrini della Chiesa di Sant'Agostino; una Madonna traboccante fisicità, vera popolana romana sull'uscio della sua casa, che si china con uno sguardo protettivo e rassicurante  sui due popolani inginocchiati. Le madonne di Caravaggio, sono sì sottomesse al Figlio, ma non certo al mondo. Semmai sono capaci di tener testa al mondo.

Che Lena fosse chiamata alle due parti non deve stupire, perché c'è tutto Caravaggio in questa apparente provocazione. Da una parte quel suo senso drammatico della realtà, con la dimensione della colpa e dell'ombra che lo assaliva; dall'altro il presentimento potente di un qualcuno sempre pronto ad accogliere e salvare. A chiamarti senza chiedere condizioni come fece con Matteo. Da una parte quindi Maddalena e dall'altra Maria. Due istanze che misteriosamente convivono e che dicono tanto del genio travolgente e così umanamente vero di Caravaggio.



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