BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SINODO FAMIGLIA/ 2. I conservatori, i progressisti e il desiderio di Giulia

Pubblicazione: - Ultimo aggiornamento:

papa Francesco (Infophoto)  papa Francesco (Infophoto)

Il Papa non ha convocato un sinodo per fare "il tagliando" alla Chiesa, né per parlare di "comunione ai divorziati risposati": il Papa ha convocato un sinodo perché si è accorto che la realtà, così come oggi è, ci pone una sfida, perché vuole sapere dai vescovi — e da tutti noi — come si sta in modo umano di fronte a Giulia, come si parla di Dio a Matilde. 

Matilde, infatti, è un'adolescente affidata ad una coppia di donne sposate all'estero. A casa loro si trova bene e sta crescendo da ormai tre anni confrontandosi con le loro vite, le loro idee, il loro amore. Il problema del parroco di Matilde è che Gesù è Risorto anche per lei e che lui vorrebbe dirglielo. Ma come fa a dirglielo nella situazione in cui vive? Va lì e le dice che le sue due "mamme" sono vittime di un'inclinazione disordinata condannata dal Catechismo a cui entrambe le signore hanno dato seguito fino a costituire una vera e propria struttura di peccato in seno alla società? Potrebbe provarci, ma a che scopo?

Papa Francesco ci sta sbattendo in faccia la realtà, che non è il movente per picchettare la dottrina della Chiesa, ma è il modo con cui Cristo, oggi, ci sta dicendo: "Che cosa state cercando?". Io non mi posso mettere a sindacare sul fatto che quella situazione, secondo il codice di diritto canonico e il diritto naturale, non dovrebbe esistere perché quella situazione c'è e, a quel punto, ho due strade: o continuo a ripetere all'infinito le mie definizioni e cerco conferma ad esse nel Lateranense IV e nel Concilio di Trento, oppure guardo in faccia quel desiderio di amore, di paternità, di maternità e di riconoscimento che si cela dietro a queste situazioni, e provo a rispondere non alle circostanze complicate, ma alla natura dell'Io, al bisogno della persona, che le esprime e le pone realizzandole in un modo che, è vero (anch'io lo penso), è disordinato. 

Ma una volta che ho detto loro che è oggettivamente disordinato che cosa ho risolto? Ho mosso di un centimetro l'Io di Giulia e di Matilde? Le ho rese più liete e più libere, meno condizionate dalla cultura in cui vivono e che probabilmente le ha portate ad assecondare ogni desiderio come fosse un capriccio? No, non ho ottenuto niente di tutto questo. Perché il nichilismo c'è sempre, il peccato c'è sempre e, quello che conta di più, Giulia e Matilde ci sono sempre. È a loro che Papa Francesco vuole parlare, è a loro che vuole annunciare che è accaduto qualcosa che svela a ciascuno di noi la vera natura del nostro desiderio e del nostro Io. 

Magari ai giornali la partita politica piace un sacco, ai cattolici interessa schierarsi e difendere la sana dottrina o il bisogno delle misericordia. Ma al papa, e a molti vescovi, interessa un'altra cosa. Quella che interessa a me ogni mattina quando mi alzo, quella che rode Giulia e Matilde quotidianamente come un tarlo che non sanno spiegarsi: "Come posso io essere felice?". 



< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >


COMMENTI
08/10/2014 - confusione (Chiara Invernizzi)

Questo articolo genera confusione: confonde i piani e pertanto confonde la gente. Sono sgomenta

 
05/10/2014 - ... è sempre la Legge la pietra d'inciampo ... (LUCIANO LAZZARINI)

Mi pare che si continui a leggere il Vangelo facendo finta di capirlo. In realtà prevale sempre l'opinione strettamente personale, e per lo più ideologica. Al tempo di Gesù c'era chi anteponeva la Legge, oggi c'è chi antepone il diritto canonico (nascondendosi magari dietro al diritto naturale). Ma Gesù non è morto per fare entrare nel nostro cuore la misericordia, unica via per afferrare la ciambella di salvataggio (teologicamente: la Salvezza) che Lui ci ha lanciato e continua a offrirci? Sarò drastico, ma penso che l'insegnamento di Gesù, la sua vita intera, non possano essere ingabbiate in una codificazione teologico-giuridica.

 
05/10/2014 - Giulia, Matilde, Kevin, Luna, Marco e Azzurra (Giuseppe Schillaci)

Caro Don Federico, grazie per averci fatto “vedere” che dietro le situazioni “irregolari” (ma chi è “regolare”? io non mi sento affatto “regolare”: regolare agli occhi di chi?) ci sono volti e storie, come quelli di Giulia e Matilde, ed il loro desiderio di essere amate. Accanto a Giulia e Matilde ci sono poi Kevin, Luna, Marco, Azzurra, anche loro “irregolari”: vivono situazioni di incesto, pederastia, poliamore, quando consentito poligamia: a loro è stato insegnato che “love is love”, e che ogni parola in più sull’amore è di troppo. Anche loro esprimono un enorme desiderio di essere amati. Che la civiltà cristiana sia tramontata non è una novità! Lo diceva già Charles Péguy un secolo fa che “la nostra stessa miseria non è più una miseria cristiana”, ma non per questo smette di essere miseria. Nei confronti di Kevin e Luna, come di ogni essere umano, la chiarezza del giudizio sulla realtà del corpo e della differenza sessuale non è in opposizione all’accoglienza, anzi ne è parte integrante, e senza di essa ogni discorso sull’accoglienza rischia di diventare insipido, irrilevante, inconsistente (e disincarnato). Come ogni discorso sul logos del corpo rischia di essere incomprensibile (e disincarnato). Come conciliare le due cose? Da solo non ci riesco. Auguro a me e a te di fare un’esperienza che ci renda capaci di stare vicini ai nostri fratelli uomini come da soli noi non sapremmo fare. Per non essere disincarnati, forse, bisogna accogliere l’incarnazione.

 
05/10/2014 - Preferisco kasper (Francesco Lepore)

Di fronte a certi articoli, a certe menate falsamente misericordiose preferisco l'originale, preferisco Kasper (noto eretico). Forse tu ripeterai come un mantra i vari concili della Chiesa, forse perché alla fine li reciti perché non ci credi sono per te menate conservatori vedi io quando avevo 20 anni ho fatto l'obiettore con i tossici ed era appena scoppiato l'AIDS e la posizione della Chiesa era un no convinto al preservativo... Avevo tutti contro compreso il prete ma ho testimoniato ciò che GPII diceva. Averli chiaramente contro non ha tolto il dialogo anzi loro erano colpiti che io ci credevo, anche perché essendo fidanzato, era facile per un tornaconto personale essere a favore. ma mi sono fidato, mi sono fidato che la domanda che poni "come posso io essere felice" rispondeva Gesù, attraverso la Chiesa attraverso 2000 anni di storia che non sono una pula da togliere, attraverso i santi come un GPII attraverso uomini come BXVI, giuss attraverso un volto preciso e storico mentre ora la risposta è una pastoralità senza speranza. Infatti come uno si converte? Attraverso l'attrattiva che cristo esercita che non toglie nulla, nulla di quel volto. pensare che la misericordia sia contraria alla dottrina o che qs sia insufficiente é una mancanza di fede. Qs non toglie che la dottrina possa cristallizarsi ma è da essa, dal giudizio che Cristo da della realtà da cui dobbiamo partire. la misericordia ha una fisionomia precisa un volto preciso. Il punto è un cambiamento di sé.

 
05/10/2014 - Gesù e la legge (luisella martin)

"Come si fa a dire a Giulia che Cristo è morto per lei e che la salvezza della sua vita può passare solo attraverso l'amicizia con qualcosa di più grande che si è fatto compagno quotidiano dell'esistenza?". Non si può! Non si può perché Giulia lo sa già, o meglio ha vissuto e vive nel quotidiano tutta la bellezza del dono della vita che Dio ci ha fatto ... Spiegare razionalmente a Giulia queste cose è impossibile oltre che inutile, ma non è inutile spiegarle al parroco di Giulia anche se crede di saperle già.