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LUGLIO '43/ La capitolazione mancata, ultimo "servizio" dei Savoia all'Italia

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Ed eccoci alla grande impresa dell'Enciclopedia Italiana, "diretta dal 1925 al 1943 da Giovanni Gentile, al quale si debbono sia l'organizzazione scientifica sia il carattere di indipendenza e obiettività. Moltissimi i non fascisti e gli antifascisti che nel tempo vi hanno collaborato, ebrei inclusi. In breve, una cultura non fascista e antifascista ha potuto parlare, scrivere e insegnare nelle scuole e nelle università durante il fascismo".

Guerra senza onore. E siamo ai capitoli più drammatici del bellissimo libro di Fisichella. I capitoli dedicati alla seconda guerra mondiale: dalla "drȏle de guerre" all'assalto alla Grecia, alla "battaglia d'Inghilterra". L'autore ricostruisce, senza riserve, le terribili "pugnalate alla schiena" vibrate un po' da tutti i contendenti. Ben pochi si salvano. Ricordiamo le più tremende: l'assalto alla Polonia da parte di Russia e Germania nel settembre 1939; la guerra dichiarata dall'Italia il 10 giugno 1940 alla Francia ormai in ginocchio, "pour nous poignarder dans le dos", come dichiarò il presidente francese Pétain; l'assalto dell'Urss alla Finlandia del novembre 1939, seguito da quelli agli Stati Baltici Lettonia, Estonia e Lituania. Per giungere alla pugnalata forse più terribile e ingiusta, quella inferta da Churchill alla flotta francese, così raccontata da Fisichella: "Churchill, nel timore che Pétain, comandante di prim'ordine che, nella Grande Guerra, ha combattuto i tedeschi meritandosi il bastone di maresciallo di Francia, consegni le sue navi e i suoi marinai alla Germania, ne ordina il bombardamento e l'affondamento. Muoiono 1300 marinai francesi, si salvano solo un incrociatore e due cacciatorpediniere che riparano a Tolone. Tale azione, la cui utilità solleva più di un dubbio, compromette definitivamente le relazioni rea il Regno Unito e la Francia di Vichy".

Attacco alla monarchia. I capitoli forse più profondi ed avvincenti del saggio sono quelli dedicati al conflitto terminale monarchia-fascismo, che Fisichella esamina con grande competenza di storico e attenzione ai particolari. Come – ad esempio – la decisione di re Vittorio Emanuele III di nominare suo figlio Umberto luogotenente generale "lo stesso giorno in cui le truppe alleate entreranno in Roma": parole tratte dal decreto reale, che così conclude: "Tale mia decisione, che ho ferma fiducia faciliterà l'unità nazionale, è definitiva e irrevocabile". Parole che hanno un preciso significato: Roma è stata liberata non soltanto dagli anglo-americani, ma anche dai sodati italiani. 

I capitoli proseguono con un attento e approfondito studio sui governi succeduti alla guida del Paese dopo il primo governo Badoglio del luglio '43. E affrontano poi, con una eccezionale documentazione, il punto più controverso dell'ultimo capitolo della monarchia in Italia: il referendum del 2 giugno 1946. Spiegando come e perché si giunse alla proclamazione di una Repubblica per la quale la maggioranza degli italiani non aveva votato, e precisando che il Re, "posto di fronte al fatto compiuto, lasciò l'Italia per l'esilio senza abdicare, ma denunciando, con un messaggio agli italiani, il 'gesto rivoluzionario' compiuto dal governo De Gasperi, che 'in spregio alle leggi e al potere indipendente e sovrano della magistratura, ha assunto con atto unilaterale ed arbitrario poteri che non gli spettano e mi ha posto nell'alternativa di provocare spargimento di sangue o di subire la violenza'"



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