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LUGLIO '43/ La capitolazione mancata, ultimo "servizio" dei Savoia all'Italia

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Un ampio e approfondito studio, in questa parte del libro, è riservato al trattato di pace che dovemmo sottoscrivere a Londra, con le nostre rinunce alle terre italiane dell'Est. Scrive in proposito Fisichella: "Si trattò senza dubbio di rinunce e di situazioni dolorose, davvero però non paragonabili alla 'debellatio' patita dalla Germania e anche alle condizioni imposte al Giappone". E ricorda le parole pronunciate da Pietro Nenni nel luglio 1947 all'Assemblea costituente: "Se la guerra si fosse conclusa nel settembre 1943 con la capitolazione senza condizioni, oggi il nostro Paese sarebbe diviso, come la Germania, in quattro zone di occupazione, con gli angloamericani che occuperebbero le isole e la penisola fino alla Val Padana, i sovietici sul Tagliamento, la Francia in Liguria e in Piemonte". Parole troppo presto dimenticate. E che autorizzano la conclusione scritta da Fisichella e pienamente condivisibile: "La monarchia ha salvato lo Stato nazionale unitario nato dal Risorgimento, che ha lasciato in eredità alla repubblica. E' stato l'ultimo, eminente servizio che la monarchia sabauda, artefice del Risorgimento, ha reso alla nazione".



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