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ARTE/ Leonardo e il "miracolo" dell'Adorazione incompiuta

Leonardo da Vinci, Adorazione dei Magi, particolare (1482) (Immagine d'archivio) Leonardo da Vinci, Adorazione dei Magi, particolare (1482) (Immagine d'archivio)

Questo modo di svolgere la propria creatività, non solo e non tanto per raggiungere un traguardo compiuto, quanto per descriverne l'affascinante percorso, ci appare un gesto di amicizia, di umanissima condivisione con il cammino al vero e al bello di ognuno di noi.

Il formato quasi quadrato della tavola esalta l'affondo prospettico frontale e contiene il moto insieme centripeto e centrifugo delle masse che si agitano attorno alla Maternità e ai due fulcri simbolici della palma e dell'alloro, la Passione e la Gloria, che ne custodiscono il valore redentivo. Sullo sfondo la zuffa poderosa dei cavalli, sulla destra, riscontra l'ardito cantiere degli spalti monumentali, sulla sinistra, quasi a segnalare l'inevitabile conflittualità e incompiutezza di tutti i tentativi umani di comprendere con le proprie forze intellettuali e affettive l'insondabilità dell'essere. Il metodo di Dio è quanto di più semplice si possa immaginare: si fa uomo, un bambino che benedice e apre l'anfora della mirra accettando il  passaggio del sacrificio per la salvezza del mondo. Questo annuncio non tranquillizza, ma muove con forza e curiosità l'animo di tutti coloro che cercano conforto e chiarezza puntando lo sguardo su quel bambino. L'esecuzione, improvvisamente fermata, rivela a sua volta la forza e la curiosità di Leonardo, carica delle domande e delle attese del suo tempo. La ricollocazione dell'Adorazione restaurata nelle sale degli Uffizi  consentirà a tutti di poter godere di questa modernissima icona dell'arte nel suo farsi.

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