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IL CASO/ La Chiesa non ha bisogno di un partito di zeloti

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Il premier spagnolo Mariano Rajoy (Infophoto)  Il premier spagnolo Mariano Rajoy (Infophoto)

Un partito cattolico non farebbe avanzare di un millimetro i valori cristiani in sede legislativa e procurerebbe, al contrario, nuovo ossigeno alle forze laiche. Ritornerebbe in gioco, più calda che mai, la dialettica tra clericali ed anticlericali che, da un secolo a questa parte, blocca la vita politica e civile in Spagna. Uno scontro aperto che porterebbe la Chiesa in prima linea, più di quanto sia esposta oggi. 

In Italia questo pericolo è stato scongiurato, dopo la caduta del fascismo con il suo temporalismo ecclesiastico, dalla Democrazia Cristiana di Alcide de Gasperi, sostenuto, in Vaticano, da Mons. Montini. De Gasperi e Montini non vollero in Italia un partito "cattolico", clericale, che avrebbe diviso il Paese tra cattolici ed anti-cattolici, bensì un partito democratico-cristiano, nazionale,  aperto alla collaborazione con tutti. Partito della mediazionee non dello scontro e, come tale, capace di tenere il quadro sociale unito e di difendere la libertà di fronte al più forte partito comunista dell'Occidente. In Spagna una democrazia cristiana è, purtroppo, mancata. E' mancato un partito che mediasse tra la Chiesa e la sfera della politica, che attutisse lo scontro e consentisse la formazione di un laicato cattolico capace di assumersi responsabilità di governo. 

Di qui la dialettica tra clericali e anticlericali, priva di punti d'incontro, lo scontro tra destra e sinistra, tra chi guarda ancora al passato e il progressismo più vacuo. Per questo le critiche odierne al Partido Popular non sono giustificate. Anche se il PP non è la Dc ricordano, però, quelle di molti cattolici italiani alla DC durante il referendum sul divorzio, nel 1974, e sull'aborto, nel 1981. Sono critiche ingenerose, poco realistiche e, soprattutto, senza alternativa sul piano politico. Nel gioco democratico oggi si perde e domani, se le condizioni mutano, si può vincere. I cattolici non  dovrebbero, però, dimenticare due cose. 

La prima: che non è saggio forzare troppo un quadro giuridico che gode di grande consenso sociale. In questo caso l'ottimo è nemico del bene. La seconda è che la battaglia per i valori fondamentali non può trascurare il dato di una secolarizzazione che li ha resi difficilmente riconoscibili. I cristiani devono qui promuovere un lavoro educativo che non può prescindere da ciò che papa Francesco afferma nella Evangelii gaudium,  da ciò che «primerea», che viene prima: l'incontro con l'avvenimento cristiano. Il mondo odierno non sa più nulla di Cristo. Per questo solo una testimonianza cristiana, umanamente autentica, può introdurre gli uomini alla riscoperta di valori che, senza la grazia, appaiono oggi come mete inarrivabili, punti di fuga da una vita che deve ripudiare, in ogni modo, il dolore e l'idea della morte.  



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COMMENTI
16/10/2014 - Grazie prof. Borghesi (Paolo Tritto)

Purtroppo, i cattolici dubitano che Cristo sia sufficiente a salvare la Chiesa. Questo scetticismo blasfemo porta ad attribuire alla politica l'onere di garantire la tutela dei valori cristiani. Si pensa, infatti, che se saltasse il limite estremo dei valori irrinunciabili, salterebbe la possibilità di incidenza storica della Chiesa. I cattolici dovrebbero domandarsi se è proprio così. Non sono io che devo salvare la Chiesa, è la Chiesa che salva me e, attraverso me, il mondo.

 
09/10/2014 - Turiamoci il naso? No grazie (Francesco Lepore)

Non contesto tanto il giudizio sulla Spagna, realtà che non conosco ma le conclusioni che trae l'articolo. La prima constatazione e qui guardo l'Italia e del nuovo patto proposto dalla Carfagna di un alleanza tra Forza Italia e il PD per il riconoscimento dei "nuovi diritti civili" e mi chiedo ma siamo proprio stupidi noi cattolici a votare sotto elezioni partiti che ci chiedono il voto a favore di certi valori (il PP aveva vinto proponendo di cambiare la legge sull'aborto) che poi dimenticano e fanno alleanze contro i nostri nemici. Ma io voto chi mi rappresenta e non uno dei due partiti fotocopia distinti per sottigliezze. Xché occorre votarli? X un male minore? Ma i risultati sono uguali !! Ma mi sembra che ci sia in ciò che dice borghesi un complesso di inferiorità come se gli ideali cristiani e naturali (si alla vita) sono così innaturali da non poter essere accolti. Se io fossi un genitore pregherei xché mio figlio possa incontrare ciò che rende la vita gioiosa ma qs non mi impedisce di dire a mio figlio non drogarti xché normalmente qs non facilita la sua vita, si chiama realismo. Sicuramente non bisogna ridurre il cristianesimo a valori ma qs sono le naturali conseguenze dell'incontro con Cristo e testimoniare cristo vuol dire proporre un modo diverso di vivere. La fiaccola è un bel esempio ma qs rimane luminosa solo se c'è un faro fermo, e senza dimenticarsi che la luce è data e non la produciamo noi con una falsa misericordia.