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MANZONI/ Perché la pioggia non spegne la gioia di Renzo?

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A Genova (Infophoto)  A Genova (Infophoto)

Al posto di una reazione furibonda, o dello snocciolarsi lamentoso dei tormenti accumulati, la risposta è disarmante: «"La c'è", disse Renzo: "la c'è: la c'è"»

Questo lo rende malconcio e al tempo stesso «contento»: la certezza che lei c'è. Vorrei poterlo dire anch'io, sotto la pioggia dei miei guai. Perché la pioggia, in realtà, è inaccettabile «se non sei», senza un «amore ballerina», ma è tutt'altra storia quando la vita è piena di una presenza. Che non è un ombrello, si badi, perché non smorza di una goccia la tempesta: Lucia non era il rifugio di Renzo come Cristo non era il riparo di Francesco. Loro conoscevano la pena quanto Leopardi, Pavese e Montale, ma ci raccontano, così bagnati, che il piacere non è «figlio d'affanno» ma sboccia già dentro l'affanno se un amore gli dà senso: perché si può essere contenti non appena in quiete, ma anche inquieti. Possa succedere anche a noi di non dover aspettare un impossibile mondo senza pioggia e senza guai, ma di poter gridare, fradici proprio in mezzo alla tempesta: «la c'è».



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COMMENTI
24/11/2014 - poesia (luisella martin)

Che delizia leggere questo articolo!Che gioia! Nel cuore di tutte le persone e i personaggi citati, come in quello del giovane giornalista pugliese e nei cuori di tanti genovesi, piemontesi ... italiani insomma, permane, insieme alla perfetta letizia, la causa che l'ha provocata ed io credo si tratti della Poesia. In questo tentativo di colorare il mondo dando alle immagini le parole della musica, penso che sia racchiuso il segreto della gioia cristiana.