BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

LETTURE/ A Oropa, nel santuario delle nebbie. Dove "ricomincia" la storia?

Pubblicazione:

La Madonna nera di Oropa (Immagine d'archivio)  La Madonna nera di Oropa (Immagine d'archivio)

Ed è felice di starci. Con le sue parole che ci siamo scritti sui fogli e che ci teniamo nelle tasche, mangiamo tutti insieme in una delle sale del pellegrino che sono già stracolme di gente, prima di andare alla messa. E prima della messa, sul piazzale della Basilica antica, passa la processione con il prete sotto il baldacchino, con l'ostensorio in mano e una piccola folla che lo segue nel giro piccolo del cortile: come succedeva all'oratorio quando ero piccolo, quando avevo ancora la 1100. E' rimasto davvero tutto uguale?

Le nuvole sono ancora pesanti sopra di noi,  le mura del santuario, così esagerate, mi viene da pensare, a me sembrano piuttosto quelle di una fortezza sperduta, di un avamposto buttato in mezzo alle montagne, in mezzo a un deserto che assomiglia nel cuore a quello di Buzzati e dove si dovrebbero attendere i nemici. E' una sensazione di inquietudine che mi prende: questo prete sotto il quadrato di seta, le candele che lo precedono, questa gente che lo segue fino dentro la chiesa della madonna nera, sembrano quasi accompagnarsi ai magazzini della strada fatta fin qui nel disegnare la metafora di un tramonto: il mondo è da un'altra parte, sembra. Questa qui sembra la periferia del tempo e dello spazio, come il punto estremo di un corpo dove il sangue non arriva più, come una roccia che lentamente si sfalda nella ripetizione di riti che oltre i muri, se qualcuno li dovesse guardare, non si capiscono più. 

Per un momento ho avuto l'impressione che le parole del papa avrebbero dovuto girare al contrario: dov'è, cos'è il centro? Dove sono e cosa sono le periferie? Il prete, nell'omelia, sembra avere sentito la mia domanda, il groppo di nebbia che mi abita il cuore: andate fuori di qui, ci ha detto, con la certezza che se un Dio muore per voi, voi valete bene qualcosa. A voi, e a nessun altro, è affidato di andare in giro per il mondo: queste mura,  la seta, l'incenso, la statua e le candele non bastano. Il centro è un'altra cosa. La storia, forse, ricomincia da qui. Da una periferia di nuvole e uomini.

< br/>
© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  


COMMENTI
04/11/2014 - Maria (luisella martin)

Non avevamo l'automobile quando abitavamo a Biella, al sesto piano di una casa dal cui balcone si vedeva Oropa, nelle giornate di sole. Io arrivai "quasi" al Santuario più volte nelle lunghe passeggiate che facevo accompagnata (o accompagnando?) la vicina di casa. Poi, anni dopo, per un voto fatto alla Madonna d'Oropa, partendo dalla Lombardia, raggiunsi in treno e poi in trenino, il Santuario. Avevo sognato che un incendio bruciava la mia casa e che Maria mi salvava, mi accompagnava verso un sicuro rifugio. Forse Oropa è una delle tante periferie, ma certo Maria, la Madonna Nera o di qualunque altro colore, si muove Lei per prima e ci raggiunge nel nostro "centro" per rimanerci e condurci al Figlio.