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LETTURE/ Montale, ritorno alle cose

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Eugenio Montale (1896-1981) (Immagine d'archivio)  Eugenio Montale (1896-1981) (Immagine d'archivio)

Vediamo forse un'eco di quel bisbiglio in quel testo di SaturaDivinità in incognito dove scrive "quel brivido m'ha detto tuttoanche se l'agnizione mancava" (ancora una volta, come negli Ossi, rimane per sé un velo, una riserva, quasi leopardiana). Quella ricerca continua pure in molti dialoghi, con lo stesso Divo Barsotti (probabilmente ricordato in Zaccheo, un testo del Diario) fra i tanti. E come tralasciare, infine, quelle famose immagini con le quali rievocava la moglie, "con la quale aveva "studiato un fischio dall'al di là" e che sapeva ascoltare ("era il solo tuo modo di vedere") e alla quale apparteneva la sua poesia, di lei i cui occhi erano i soli, seppure offuscati, a vedere: "Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio… perché sapevo che di noi due le sole vere pupille… erano le tue".



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
22/11/2014 - Montale (laura cioni)

bellisimo questo articolo. Grazie.