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LETTURE/ Ezra Pound, l'usura e il seme della guerra

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Lo vediamo nella terza sequenza del poemetto, dove è disegnata la discesa nel cheap, l'economicismo spinto che confonde le cose con il loro scopo: «La vestaglia da tè rosatea, eccetera/ soppianta la seta di Coo,/ La pianola rimpiazza/ Il barbito di Saffo» (HSM, iii, 1-4). E se qualcuno si chiedesse cosa c'entri la caduta del gusto — del desiderio del bello — con il dramma di una politica miope e con la guerra, Pound prontamente risponde con una delle sue magnifiche compressioni concettuali: «Ogni cosa scorre/ Dice il saggio Eraclito/ Ma questa robetta da fiera/ Sopravvivrà ai nostri giorni./ […]/ Tutti, per la legge, uguali./ Da Pisistrato liberati,/ Scegliamo servi o castrati/ Per farci governare./ O luminoso Apollo,/ […]/ Su che dio, che uomo, che eroe/ poserò il mio diadema di latta?» (HSM, iii, 9-12; 21-25; 26-28).

Perché il desiderio batte e non si arresta, nonostante noi. E se non c'è un condottiero che indossi un diadema di diaspro, ci accontenteremo di un castrato con un diadema di latta. Purché ci illuda di vivere, purché ci racconti una storiella che ci sembri dare un corpo di carne alla nostra vita da stampi d'argilla:

Così combatterono, in ogni caso,
e alcuni credendoci,
pro domo, in ogni caso…

Alcuni pronti all'arma,
alcuni per avventura,
alcuni per paura della viltà,
alcuni per paura del biasimo,
alcuni per amore del massacro, immaginato,
imparato più tardi…
alcuni impauriti, imparando l'amore del massacro.

Morirono alcuni, pro patria,
non «dulce», non «et decor»…
camminando con gli occhi affondati nell'inferno
credendo alle menzogne di vecchi uomini, poi non credendo
tornarono a casa, a una menzogna,
a casa a molti inganni,
a vecchie menzogne e a una nuova infamia:
usura antica d'anni e di scorza,
e bugiardi nei posti di potere. 

(Hugh Selwyn Mauberley, iv, 1-19)

Combatterono, allora, persino credendoci. Perché la vita chiede di essere, il sangue chiede di scorrere e nessuno, in nessun luogo del mondo, è fatto per essere uno stampo d'argilla. Così si può cadere, si può cadere credendoci — volendoci credere — nelle menzogne di uomini vecchi: ché non è tanto il sangue sparso né, per nulla, l'ardore sparso a ferire Pound, ma il loro spreco, l'usurpazione; l'asservimento all'idolo senza tempo e senza fiato del potere.

Ne è morta una miriade,
E tra loro alcuni dei migliori,
Per una vecchia troia sdentata,
Per una civiltà rappezzata.

Fascino di una bella bocca sorridente,
Sguardi svelti finiti sotto le palpebre della terra.

Per due palate di statue in pezzi,
Per qualche migliaio di libri sfasciati.

(Hugh Selwyn Mauberley, v)

(Traduzioni a cura dell'autore)




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