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LETTURE/ Vergine, "madre di tuo Padre": dalle Ebridi a Eliot (passando per Dante)

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Filippo Lippi, Adorazione del Bambino di Camaldoli (1463) (Infophoto)  Filippo Lippi, Adorazione del Bambino di Camaldoli (1463) (Infophoto)

Nella stessa frase, rivoltata sintatticamente per gettare basi ferme alla nostra comprensione e poi sprofondarci nell'abisso del paradosso sommo, l'atto del concepire nella mente di Dio si rivela identico all'atto del generare un Son, Figlio che è anche Brother, Fratello, perché è tanto pienamente uomo quanto Maria è pienamente donna, cioè madre.

Il paradosso continua, con la luce nel buio e il vertice finale del poema, dove "shutst in little room" ("chiusa in poco spazio") rima con "dear womb" ("caro ventre") per accogliere l'immensità, "immensity", un quadrisillabico nome astratto che prende casa nel monosillabico concreto "womb". La casa che si sceglie, Maria, diventa un cloister, un convento, e l'immensità stessa si va a chiudere in un "little room". 

Un poemetto pienamente mariano, ma con quel rivolgersi al suo interlocutore che è uno dei tratti distintivi della poesia di John Donne, e con quel gusto del paradosso che gli è anch'esso tipico, e in cui l'accento affettivo si concentra nel dear womb, magistralmente posto a chiudere questo  sonetto, ma destinato a riecheggiare nel successivo.

Thomas S. Eliot, che si dilettava anche di critica letteraria, disse, nel suo saggio The Metaphysical Poets,  del poeta inglese suo predecessore che "(a) thought to Donne was an experience; it modified his sensibility". Dopo i Poeti metafisici, dall'inizio del XVI secolo, secondo T.S. Eliot, si è verificata una "dissociazione della sensibilità"; non si è più avuto quell'amalgama delle esperienze in una unità di sentire che era unità di pensiero. In un saggio dedicato a Donne, Eliot dice, a proposito della modernità:

Ethics having been eclipsed by psychology, we accept the belief that any state of mind is extremely complex, and chiefly composed of odds and ends in constant flux manipulated by desire and fear. When, therefore, we find a poet who neither suppresses nor falsifies, and who expresses complicated states of mind, we give him welcome. 

"Essendo che l'etica è stata soppiantata dalla psicologia, accettiamo come vera la credenza che qualsiasi stato d'animo sia estremamente complesso, e principalmente composto di cianfrusaglie varie in costante fluttuazione manipolate da desiderio e paura. Quando, pertanto, troviamo un poeta che né sopprime né falsifica, e che esprime complicati stati d'animo, lo salutiamo con gioia".

Eliot trovò conforto al dominio di certa psicologia che, di fronte alla complessità di un sentimento, rinuncia al governo dello stesso, sia in Donne che in Dante, perché entrambi non censurano e non falsificano quanto vi è di complesso nell'umano sentire, soprattutto se devono dire in paradossi di quanto "sentono", nel perduto significato del termine, esser vero. 



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