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VITA DI GESU'/ Il miracolo raccontato da un pagano? I conti "tornano"

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Dentro gli Archivi Vaticani (Immagine d'archivio)  Dentro gli Archivi Vaticani (Immagine d'archivio)

Ma vi è un secondo elemento più interessante. Velleio, secondo il documento, avrebbe scritto una lettera a Tiberio, il cui impero si estende dal 14 al 37: la predicazione di Gesù e la fine della sua vita terrena sono dunque interamente comprese in tale periodo. Poteva Tiberio essere a conoscenza della figura e delle opere di Gesù? La lettera di Velleio darebbe una conferma positiva. Ma c'è un'altra notizia che orienterebbe a dare una risposta positiva alla domanda. Si tratta della notizia, fornita da un antico scrittore ecclesiastico dell'Africa settentrionale, Tertulliano, nel suo vibrante libro Apologetico, scritto nel 197, secondo cui Tiberio avrebbe voluto fare rientrare il Cristianesimo fra i culti legittimi dell'impero. Secondo Tertulliano l'imperatore Tiberio, avuta notizia degli avvenimenti legati alla figura di Gesù, avrebbe proposto al senato di inserire Cristo (il termine tecnico è consecrare) fra gli dèi ufficialmente riconosciuti dallo Stato, rendendone lecito il culto. La procedura vigente obbligava l'imperatore a rimettere la decisione definitiva al senato. Il senato respinse la proposta, ma Tiberio a sua volta, avvalendosi delle sue prerogative, pose il veto alla delibera del senato e continuò a mantenere un atteggiamento moderato nei confronti dei Cristiani. Le parole esatte dell'autore (Apol. 5, 1-2) sono le seguenti:

"Esisteva un antico decreto, per cui un dio non poteva essere accettato dall'imperatore se non ci fosse stata l'approvazione del senato (...) Anche questo serve alla nostra causa: da voi le divinità vengono misurate sulla base del giudizio umano. Se non piace all'uomo, non sarà dio; sarà l'uomo che dovrà essere favorevole al dio. Tiberio dunque, al cui tempo il nome cristiano ha fatto la sua comparsa nel mondo, riferì al senato delle notizie giuntegli dalla Siria Palestina che avevano rivelato il manifestarsi della divinità stessa in quella regione, dando il suo voto favorevole. Il senato respinse la proposta, perché non era stata sua l'inchiesta. L'imperatore rimase fermo nel suo parere, minacciando un processo a chi accusasse i Cristiani".

In un altro punto, sempre della stessa opera (21, 24), Tertulliano conferma che notizie riguardanti Cristo erano state trasmesse da Pilato (il che lascia presumere una relazione ufficiale dall'autorità romana della provincia all'imperatore):  

"Tutti questi avvenimenti a proposito di Cristo li riferì a Tiberio allora Pilato, che era anche lui già cristiano in coscienza".

Trascuriamo l'accenno alla presunta conversione di Pilato (tradizione accolta peraltro ancora oggi da talune chiese cristiane orientali, che inseriscono Pilato fra i santi): la narrazione dei Vangeli ci presenta un personaggio incline piuttosto a un relativismo nichilista ("Che cosa è verità"?), un personaggio dedito a una politica di quieto vivere che lo porta anche a calpestare le leggi, piuttosto che affrontare di petto i problemi (la condanna a morte di Gesù lo dimostra). Per Pilato non ci fu Resurrezione di Cristo, ma trafugamento della salma perpetrata dai suoi fanatici seguaci: come ci fa sapere il Vangelo (Mt. 28, 11 ss.), questa era la versione ufficiale degli avvenimenti. 



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COMMENTI
06/11/2014 - Osservazione (Moreno Morani)

Ringrazio i miei interlocutori per le precisazioni, e mi permetto di proseguire nel dialogo con due piccole osservazioni. Circa l'autenticità della notizia mi sembra di avere usato tutte le necessarie cautele: possibile (magari probabile) cha la notizia sia falsa, ma l'interesse che muoveva la mia riflessione era più generale e tendeva a riprorre la domanda: quale fu l'atteggiamento di Tiberio verso i Cristiani? La tesi di Marta Sordi (che è il vero punto centrale dell'articolo) è stata spesso osteggiata o negata in modo pregiudiziale. Questa è l'occasione per riparlarne. Ancora: le scoperte moderne hanno sfatato tanti pregiudizi moderni: si ricordi come sono rimasti male tanti esegeti che negavano l'esistenza di Pilato (e quindi la storicità di Gesù e la validità dei racconti evangelici) quando nel 1961 fu trovata un'iscrizione che conteneva il nome del personaggio. Di lettere e documenti del I sec. ne abbiamo (nei papiri egiziani e in genere nella documentazione), e la vicenda di Bar Kokhba e della sua corrispondenza consiglia prudenza. Certo, il ritrovamento della lettera di Velleio Patercolo a prima vista sembra troppo bella per essere vera, lo ammetto, ma credo che sia meglio aspettare di vederci chiaro prima di esprimere un giudizio definitivo. Grazie comunque per avere aviato un dibattito su una questione stimolante, vero o falso (o inesistente!) che sia il documento di Velleio.

 
06/11/2014 - Il problema è che la notizia è falsa (Pietro Bastargutti)

Un articolo ricco e informativo. Il problema è che la notizia è falsa, e del tutto priva di fondamento. A dare la notizia del "ritrovamento" è stato, infatti, il sito "world news daily report", una pagina di satira che descrive così i propri contenuti: "tutte le notizie qui presentate sono fiction" e "ogni somiglianza con la verità è puramente casuale". Curioso che il tema dell'articolo sia l'attendibilità di una testimonianza: proprio ciò che manca, per esplicita intenzione, alla fonte della notizia. Bastano due secondi di Google per verificare tutto ciò.

 
06/11/2014 - Falsa notizia (Giuseppe Pezzini)

Sarebbe veramente un ritrovamento eccezionale. Purtroppo la notizia in sé (prima che il documento) è un falso, un 'hoax' inventata dal sito satirico worldnewsdailyreport (http://worldnewsdailyreport.com/newly-found-document-holds-eyewitness-account-of-jesus-performing-miracle/). Non esiste nessun archivista Ignazio Perrucci (l'uomo della foto è il signor Ken Klukowski (http://www.christianpost.com/news/obama-admin-most-hostile-to-religious-freedom-in-us-history-says-expert-90447/) e l'immagine delle fantomatica pergamena è tratta dalla pagina wiikipedia delle tavolette di Vindolanda (http://en.wikipedia.org/wiki/Vindolanda_tablets), ovviamente senza entrare nel merito della plausibilità di ritrovare una lettera autografa del primo secolo.