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SCIENZA & FEDE/ Attenti a chi vuole "sostituire" l'io col cervello

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Michelangelo, David (1501-04) (Infophoto)  Michelangelo, David (1501-04) (Infophoto)

Approfondendo la questione, si deve dire che però la visione dualistica è legata ad un certo tipo di spiritualismo vicino al razionalismo, dove il corpo era tralasciato o molto separato dalla mente. Mentre invece, se andiamo ad una tradizione cristiana biblica e anche medioevale — si pensi ad Avicenna, ad Alberto Magno e a Tommaso d'Aquino, alle prime università del tardo medioevo e all'inizio del rinascimento, come le università di Bologna, La Sapienza di Roma, di Salerno — la ricerca sul cervello era molto importante, anche se basata su una vecchia fisica.

Quindi non è completamente vero che la visione cristiana sia stata sempre spiritualistica.
No, infatti. E' a partire dai secoli del razionalismo che c'è stata una spaccatura: da una parte sono nate le scienze empiriche e dall'altra tutto quello che era spiritualità e moralità ha seguito una via troppo spiritualistica e si è perso il legame con un naturalismo autentico. Ci sono stati due momenti storici importanti per il cristianesimo e per il suo rapporto con le scienze naturali e con un naturalismo corretto: dapprima l'incontro del cristianesimo sin dalla nascita con il logos greco e il mondo scientifico; in secondo luogo, il rinascimento, preceduto da due o tre secoli di fermento intellettuale, quando grazie alla nuova scienza naturale nascono la nuova biologia e la nuova neuroscienza. Non possiamo pensare che la neuroscienza presenti una sfida alla visione cristiana come se fosse una novità assoluta o possa essere in qualche modo una minaccia. Al contrario, è un'ottima opportunità per conoscere meglio la natura umana.



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