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MURO DI BERLINO/ Visto da Mosca: il dramma di una generazione senza memoria

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Vuol dire allora che la caduta del Muro di Berlino è avvenuta per i tedeschi ma per i russi no? Come sempre la realtà è più complessa: la grande speranza e il fermento di liberazione che si sono visti il 9 novembre 1989 non erano un'illusione, la caduta del Muro di Berlino è un fatto reale e imprescindibile anche per lo spazio ex sovietico, ma i suoi effetti ancora tardano per la forte resistenza inerziale. Arsenij Roginskij, presidente dell'Associazione Memorial nata proprio in quello storico 1989, e che oggi il ministero della Giustizia vuol chiudere, ha detto un po' sconsolato che se per quanto riguarda la memoria del totalitarismo l'Associazione è riuscita a fare molto, per quanto riguarda il cambiamento della mentalità deve dirsi sconfitta. Dopo vent'anni si può ritenere che il Muro sia caduto ma non del tutto: è caduto ma bisogna che la gente torni a rendersene conto e ne tragga le conseguenze.

E poi, in realtà, molto dipende dalla prospettiva in cui ci si pone: se consideriamo l'ex spazio sovietico nel suo complesso, dove oggi si trovano paesi molto diversi come Bielorussia e Kazachstan, Ucraina e Russia, riconosciamo dei chiari segni della desovietizzazione, ad esempio nelle reti di solidarietà e cooperazione che si stanno liberamente sviluppando in Ucraina, nella responsabilità civile, nel nuovo rapporto con la politica. Non a caso gli ucraini ripetono di combattere non contro la Russia ma contro l'Unione Sovietica. 

La caduta del Muro di Berlino ha una specie di onda lunga: inutile illudersi che la desovietizzazione potesse procedere trionfale e indolore, senza ritorni di fiamma. Ma ora si può dire che è cominciata, positivamente, tanto è vero che, per la prima volta dal 1989, nel parlamento di uno Stato come l'Ucraina non siedono i comunisti. È la prima volta in un paese ex sovietico. Un osservatore che lo scorso 28 settembre a Char'kov ha assistito all'abbattimento della statua di Lenin (la più grande in Ucraina) ha detto che l'avvenimento «è equivalso a una caduta del Muro di Berlino su scala locale». 400 Lenin sono già caduti in tutta l'Ucraina, ma molti ancora ne restano, lì e in Russia. E il nostro osservatore ha anche fatto un'altra annotazione: "Il Lenin che incuteva timore con le sue dimensioni si è rivelato fatto di un sottile involucro di bronzo. Il re era nudo. Non si poteva immaginare una metafora storica più azzeccata di quella offerta dalla realtà".

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