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La caduta del Muro di Berlino/ E Google, a 25 anni dall'89: verità e libertà

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Il ciclo dei nazionalismi e dei totalitarismi che hanno funestato l’Europa negli ultimi secoli può essere ricondotta facilmente al tradimento e al ripudio delle sue radici ebraico-cristiane.  

Lo ha espresso in forma icastica Aleksandr Solzenicyn: “tutto questo ci è accaduto perché ci siamo dimenticati di Dio”. Le istituzioni della nuova Europa e l’ideale europeista nascono sulle ceneri della II guerra mondiale che è stata, in un certo senso, solo un episodio di una lunga e feroce guerra civile europea che ha occupato il secolo che è appena trascorso. 

 Per comprendere a fondo i percorsi tragici della cultura europea è forse utile accogliere la proposta di Nolte, Furet e Del Noce, di una visione transpolitica della storia contemporanea. Marx riteneva che il motore della storia fossero le forze produttive ed i rapporti di produzione e che filosofia, religione, arte e cultura fossero semplicemente una sovrastruttura. Nolte e Del Noce (ma a ben vedere già il buon vecchio Croce) pensano che il modo in cui l’uomo concepisce i conflitti materiali nei quali è immerso sia almeno altrettanto importante che non la natura economica di questi conflitti. Si potrebbe citare a questo proposito Claude Levi-Strauss: che una determinata sostanza valga come “cibo” non dipende solo dalle sue qualità organolettiche ma anche dalla cultura e dalla visione del mondo dell’uomo che deve mangiare. Dal punto di vista organolettico la carne umana è “cibo” esattamente come il manzo. Tuttavia per noi essa non è cibo e non è una quantità economica significativa. La ragione è culturale. Per comprendere la storia dobbiamo capire come i soggetti agenti hanno vissuto gli avvenimenti. Dobbiamo andare alla loro cultura. E’ questa la verità dell’adagio hegeliano “la filosofia è il proprio tempo espresso in pensiero”. 

Cosa è stato del resto il nazionalsocialismo se non un tentativo di pensare la storia e la cultura tedesca prescindendo dalla eredità cristiana, sospetta di essere troppo contaminata dallo spirito ebraico e latino considerato impotente nei confronti della lotta nella storia? 

E cosa è stata la dittatura comunista e stalinista in Russia e, poi, in molti altri paesi europei, se non il tentativo di pensare la storia della Russia e dell’Europa prescindendo da quella eredità?

 Come sostiene Ernst Nolte "Bolscevismo e nazionalsocialismo furono sempre delle antitesi, e lo restarono sino alla fine, ma non furono mai contrapposti l’uno all’altro in nessun momento in maniera contraddittoria e quanto più la guerra si avvicinava alla sua fine tanto più divenne conoscibile uno "scambio delle caratteristiche"" E’ una frase apparentemente un po’ ermetica che si tratta di chiarire. Che cosa significa questa assenza di contrapposizione in maniera contraddittoria? Che il nazionalsocialismo è stato subordinato al comunismo nella sua opposizione; si è limitato a rovesciare il comunismo, restandone però l’immagine speculare; ha trascritto in termini biologico-naturalistici le categorie storico-sociali del marxismo. 

Fermiamoci sui concetti essenziali del comunismo e del nazismo, quelli di classe e di razza;  la razza cos’è se non la trascrizione biologica della classe? E da questa prima opposizione dipendono tutte le successive: a una metastorica futura società senza classi corrisponde il mito della ritrovata purezza dell’ariano;all’ideale dell’eguaglianzala società dei signorialla pace universale che seguirà alla rivoluzione (e giustificherà ogni forma di terrore) l’esaltazione della guerra; e così via.
Certamente, questa interpretazione importa l’abbandono del "mito negativo del male assoluto" che, come fenomeno unico nella storia, il nazismo avrebbe realizzato. Ne rappresenta però insieme la critica più rigorosa, perché più ragionata, a cui il nazismo sia stato soggetto.

 Si sostiene qui infatti che il Nazismo, lungi dal rappresentare la difesa di quei valori che il comunismo minacciava, doveva portare invece alla stessa negazione, proprio perché non riusciva che a essere l’immagine rovesciata del comunismo. 



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