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ARTE/ Mozzanica, il fascismo non può nulla contro la bellezza "perfetta"

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Scultura di Giuseppe Mozzanica (Immagine dal web)  Scultura di Giuseppe Mozzanica (Immagine dal web)

Dalla mente e dal cuore uscivano gli impulsi dell'artista che si trasferivano subito alle mani e a quel prolungamento delle mani che erano gli strumenti anch'essi usciti dalle stesse mani. Quasi un' immediatezza. Infatti non ci sono quasi disegni: l'autore non prepara schizzi, passa direttamente dall'occhio alla mano con quell'aiuto della macchina fotografica che imita l'occhio — la più "perfetta macchina fotografica".  Nelle numerosissime fotografie si ha un metalinguaggio: l'arte racconta di se stessa mediante un scatto che fissa eppur lascia immaginare tutte le altre angolature. Con l'immaginazione il bello scende nel cuore…

Ma chi erano le modelle e i modelli di Mozzanica? Gente di campagna e poi operai che posavano anche quattro ore filate per arrotondare i poveri guadagni. Non dunque modelli di professione: corpi segnati dalla vita quotidiana di fatica e lavoro. Le loro espressioni restano anche se vengono rese più autentiche (e con l'arte si può) nel rivelare il loro valore umano per mezzo degli occhi e delle mani dell'autore.

Con L'Aurora, con La bagnante sorpresa, con El Sciurett e le teste di bambini e giovinetti ci viene incontro il mondo in una percezione insieme dolente e grata per il dono della vita.

Nessuna celebrazione retorica della guerra: fosse il nemico o fosse italiano, il giovane morente, spesso ignudo e con le armi dismesse, è solo un umiliato e uno sconfitto. Così fatti sono quasi tutti i monumenti ai caduti della prima guerra mondiale: nulla poté il regime per imporre al Mozzanica di cambiare questo dolente verismo.

Bellissime sono anche le sculture funerarie: è arte sepolta coi sepolti? Certo bisogna andare a cercare nei cimiteri di Lecco e dintorni. Mozzanica vi lavorò negli anni Trenta e Quaranta, ma del 1969 è l' immagine del più intenso dolore: tomba Campili, ragazza seduta. Vi è poi la ragazza in peplo, statua di marmo bianco: essa si curva dolcemente a deporre fiori sulla tomba del defunto: tomba Colombo del 1937. Vi è poi un' intensa Pietà sulla facciata della chiesa cimiteriale di Uggiate Trevano  progettata dai fratelli Terragni. Molto senso dell'uomo, ma anche coscienza dell'Uomo-Dio: se i temi non sono a maggioranza di contenuto religioso, tutte le opere di Mozzanica sono una contemplazione dolente e religiosa dell'avventura umana.

E' forse la grandezza dei grandi che si afferma spesso dopo la loro morte. Andiamo allora a fare una gita fuori porta per vedere e contemplare pensosi le opere della gipsoteca di Pagnano di Merate, oggi appena restaurata; respiriamo l'aria di quei colli e ripensiamo alla durata della nostra vita: il durare e il perdurare dell' espressione delle passioni umane vissute in sobrietà, riconoscenti alla vita ricevuta e insegnataci dai classici che ridanno agli occhi tutto ciò che il cuore ha presente.



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