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Cultura

LETTURE/ Ken Follett contro Tolkien, cosa non si fa per un pizzico di "eternità"

Lo scrittore britannico Ken Follett (Infophoto)Lo scrittore britannico Ken Follett (Infophoto)

Vi troverebbe almeno il seguente frammento di pensiero tolkieniano sull'ontologia degli esseri fatati che definisce "elfi" e del mondo che essi abitano (detto FairyFaërie the Perilous Realm), dalla cui lettura integrale ricaverebbe indubbia utilità: "è ovvio che la fantasia può essere portata all'eccesso. Può essere deforme. Se ne può fare cattivo uso. Può persino ingannare le menti dalle quali è uscita. Tuttavia, per quale cosa umana in questo mondo di peccato tali affermazioni non sono vere? Gli uomini non hanno soltanto concepito gli elfi, ma hanno immaginato dei e li hanno adorati, giungendo persino ad adorare quelli che erano nati più deformi a causa della malvagità dei loro autori. Hanno, inoltre, fatto falsi dei da altri materiali: le loro opinioni, le loro bandiere, i loro denari; persino le loro scienze e le loro teorie sociali ed economiche hanno preteso sacrifici umani. Abusus non tollit usum. La fantasia rimane un diritto umano: noi facciamo nella misura che ci è propria e secondo una modalità che deriva da un'altra origine, perché siamo fatti; e non soltanto fatti, ma fatti a immagine e somiglianza di un Divino Fattore" (traduzione di Enrico Reggiani).


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