BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

LETTURE/ La scalata di Prometeo e l’"errore" di John Milton

Pubblicazione:

Un "gargoyle" nella cattedrale di Notre Dame a Parigi (Immagine d'archivio)  Un "gargoyle" nella cattedrale di Notre Dame a Parigi (Immagine d'archivio)

Non a caso, la lotta titanica è tipica del preromanticismo (soprattutto tedesco e inglese), affascinato da tutto ciò che è passionale, spaventato da tutto ciò che è istituzionale, Chiesa compresa; l'idea di un Dio provvido e amorevole era intanto stata messa ampiamente in discussione, prima dal protestantesimo, poi dall'illuminismo.

Il grande precursore del titanismo moderno venne, però qualche anno prima: parliamo di John Milton (1608-1674) e del suo Paradiso Perduto. In un breve passo del primo libro, infatti (che è poi l'unico passo del grande poema a essere ancora universalmente citato), Satana, che è appena stato scaraventato giù dal Paradiso, raduna di nuovo i suoi e con una meravigliosa orazione li convince che vale la pena di lottare anche essendo certi della sconfitta; chiude il discorso con il suo famoso "Meglio regnare all'inferno che servire in paradiso" (v. 263). Dio non è migliore di lui, né più intelligente, ma solo più forte in quanto, esattamente come Zeus, può disporre del potere dei fulmini. 

Milton, tuttavia, non era un satanista; non consciamente, almeno. Infatti il suo Satana si trasforma presto in un essere repellente, un vero mostro. Anche solo per una pagina, però, il poeta pare essersi identificato, almeno parzialmente, con l'arcangelo ribelle. Forse perché la sua situazione personale era vagamente simile, giacché la restaurazione della monarchia in Inghilterra aveva significato per lui, ormai anziano, povero, cieco e solo, il crollo di tutti gli ideali. Per questo è strano che il Dio del Paradiso Perduto sia raffigurato, da un autore che aveva accoratamente giustificato il regicidio del 1649, come un "re".

Dell'ambiguità di Milton si accorse, ancora, non a caso, il preromantico William Blake e ne fece un cavallo di battaglia: l'anello della catena, il ponte tra Prometeo e Satana, era ormai pronto.

(1 - continua)



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.