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LETTURE/ Lo stupore del Natale da Lorenzo Lotto a Thomas Mann

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Lorenzo Lotto, Adorazione dei pastori (1534) (Immagine dal web)  Lorenzo Lotto, Adorazione dei pastori (1534) (Immagine dal web)

La risalita si allarga e disegna l'albero della genealogia. Quanto è ricca la pagina di Matteo che parte con un profondo respiro: "Abramo generò Isacco; Isacco generò Giacobbe; Giacobbe generò Giuda e i suoi fratelli; Giuda generò Fares e Zara, da Tamar; Fares generò Esrom… Eleàzar generò Mattàn; Mattàn generò Giacobbe; Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale nacque Gesù, che è chiamato Cristo". E a sottolineare le radici che affondano nei secoli Matteo aggiunge: "Il numero complessivo delle generazioni da Abramo a Davide è di quattordici; da Davide alla deportazione in Babilonia di quattordici generazioni; dalla deportazione in Babilonia fino a Cristo ancora di quattordici".

Eccoci all'evento. Nascere è essere chiamati. Qualcuno ci cerca e ci vuole con sé. Un io incontra un tu. Il bambino trova un padre e una madre. E la famiglia diventa luogo di un'esistenza che si apre alla comunità, con essa cammina nella storia e la costruisce. Chi vede la luce ne viene attratto, chi viene alla luce scopre una meta da raggiungere: i giorni si colorano quando sono percorsi dalla chiara coscienza di esprimere un compito.

Testori ricorda: "Così sono nato; così sono stato fatto figlio… Ecco la speranza: verso l'eterno noi andiamo di padre in figlio, di madre in figlio; questa è la strada che il Signore ha scelto; non ve n'è altre. Ora io sento che questa coscienza di essere figlio di Dio, voluto dallo Spirito, redento da Cristo e d'essere contemporaneamente, e in un momento che non è separabile, figlio di mio padre e di mia madre, fratello dei miei fratelli che avevo già e che avrei avuto dopo, è l'inizio e la prova di tutto. Questo senso d'essere figlio, questo senso del dono d'essere figlio diventa come un inno, una gloria; e questo redime il dolore".

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