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LA VITA VARIOPINTA / Wassily Kandinsky e la separazione dei colori

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Composizione VIII (1923)  Composizione VIII (1923)

Wassily Kandinsky, la Vita Variopinta - “La vita variopinta” del pittore Wassily Kandinsky è un dipinto a tempera di grandi dimensioni del 1907, centimetri 130x162,5. è custodito a Monaco, presso la Stadttische Galerie im Lenbachhaus. È un dipinto da una grande vivacità cromatica, una tecnica ottenuta con l’accostamento di molteplici pennellate di colore, simile ad un mosaico. Una tecnica che permette di osservare i singoli protagonisti della scena rappresentata. Al centro dell’opera è rappresentato un anziano che cammina appoggiato al suo bastone. Di fronte all’anziano c’è una mamma che abbraccia suo figlio: è la Madonna con il Bambino, lo si intuisce dal modo in cui è vestita, dando alla scena una parvenza sacra. Nella parte destra del dipinto troviamo un giovane che suona il suo fleuto con ai piedi un bellissimo gatto, fatto con pochi colori. A sinistra c’è un sacerdote ortodosso e accanto un mendicante. Sullo sfondo si vedono i guerrieri in combattimento, anche questi composti da colori vivaci. C’è anche un cavaliere che combatte con la spada sguainata, sul suo cavallo in corsa, combatte contro il male. In fondo alla tela troviamo invece gli alberi, una chiesa e un cimitero.

Wassily Kandinsky, il Cavaliere azzurro: Una delle tante opere di Wassily Kandinsky è “Il cavaliere azzurro” dipinto nel 1903. Il quadro mostra un cavaliere con il mantello azzurro, che attraversa, su un cavallo bianco, un prato di vari e vivaci colori nel quale sembra confondersi: tocchi numerosi di verde e giallo, che in alcune parti diventano arancione. Nella parte superiore del dipinto è rappresentata una fila di alberi svettanti e un tratto di cielo azzurro con le nuvolette bianche che lo attraversano. Il dipinto cattura lo sguardo dello spettatore conducendolo nell’avventura del cavaliere, e ci si perde nell’immenso prato colorato di verde. Wassily Kandinsky era innamorato delle avventure dei cavalieri medievali, i cavalieri che combattevano il male, affrontando le prove più difficili. Per l’artista il cavaliere è il simbolo della lotta tra bene e male. “Il cavallo trascina l’artista con forza e velocità, ma il cavaliereguida il cavallo. Il talento trascina l’artista, ma l’artista conduce il suo talento”, così diceva il pittore. L’opera è un olio su tela di centimetri 55x60, conservata a Zurigo e fa parte di una collezione privata.

Wassily Kandinsky, composizione VIII: “Composizione VIII” di Wassily Kandinsky è considerato il miglior lavoro del dopoguerra. L’artista dipinge cerchi, triangoli e elementi lineari su uno sfondo chiaro che interagisce con le forme geometriche e i colori primari utilizzati contribuiscono a creare un insieme luminoso ed equilibrato. E’ un dipinto olio su tela di centimetri 104x201. I cerchi prefigurano il ruolo dominante che rivestiranno in molte opere successive. Ricrea con queste forme un’atmosfera che si riferisce al paesaggio con montagne e sole. “Composizione VIII” risale al 1923. Nel corso della primavera del 1929 Guggenheim ha acquistato quest’opera, la prima di 150 opere dell’artista ad entrare nella sua collezione. Wassily Kandinsky si è evoluto in uno stile astratto che rifletteva gli utopici esperimenti di avanguardia russa. Nel 1922 Wassily Kandinsky si trasferisce in Germania, dove insegna teoria della forma e poi pittura alla facoltà di Bauhaus. Insegna fino al 1933, quando il governo nazista chiude Bauhaus e confisca 53 opere dell’artista considerate “arte degenerata”. Nel saggio dello “Spirituale nell’arte” il pittore scriveva: È facile notare come certi colori sono potenziati da certe forme e indeboliti da altre. […] Il contatto dell’angolo acuto di un triangolo con un cerchio, non ha minore effetto di quello del dito di Dio con le dita di Adamo in Michelangelo”. (Serena Marotta) 

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