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COMPLEANNO PAPA/ Francesco, uno sguardo che guarisce il cuore

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Papa Francesco (Infophoto)  Papa Francesco (Infophoto)

È questo che ci ha detto in questi quasi due anni Papa Francesco: non il potere ci salverà, non la conquista di uno spazio politico o la costituzione di un gruppo socialmente rilevante ci permetterà di parlare a quella studentessa, ma un evento, un fatto reale nella vita dell'uomo. È questo che disarma di Francesco: la consapevolezza semplice di ciò che guarisce il cuore della persona. Egli non propugna la costituzione di una lobby di pressione culturale o di una specie di "tribù" psicologicamente chiusa ad ogni fuoco esterno: egli ci richiama a non mettere la nostra vita al sicuro delle parole consolanti di una dottrina o di un'ideologia, ma ci invita all'incontro, al dialogo, al lasciarci smuovere da una Presenza che c'è e che opera dentro la realtà. 

La Chiesa è nata occupandosi di amore e di dolore, nel gesto supremo della Croce, e oggi non può permettersi di tacere di fronte ad un mondo che ha fame e sete dell'unica cosa che fa davvero ricominciare l'esistenza: quello sguardo che a Natale entra nella nostra storia attraverso gli occhi di quel bambino e che oggi ci raggiunge nella carne di Francesco. Un uomo che, a settantotto anni, continua a sorridere come gli angeli, come il primo dei pastori venuto da lontano e che — nella notte di Betlemme — non può fare a meno di commuoversi davanti a quella grotta, davanti a quella notizia: la realtà c'è, la vita c'è. 

Quel vagito che squarcia i secoli, e arriva fino a Bergoglio, avviene per dire a ciascuno di noi che la notte non ha vinto, che è tempo di smettere di piangere e di essere schiavi del sonno. Perché Qualcuno è sceso dal Cielo per venire a combattere per noi, per essere il nostro Guerriero, per liberare la nostra umanità dal fardello del peccato e dell'indolenza. Per questo oggi vale la pena festeggiare Francesco. Per questo, Santità, le facciamo i nostri più grandi auguri e la ringraziamo perché ancora una volta, attraverso di Lei, il Mistero non ci ha lasciati soli, ma ci ha riempiti della sua delicata e disarmante compagnia, una compagnia che ci spinge a crescere, che ci spinge a guardare le cose con gli occhi autentici della misericordia.

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COMMENTI
17/12/2014 - Auguri al papa (Roberto Graziotto)

La difficoltà che si ha, sia a sinistra che a destra, forse in questo momento a destra ancor di più, se ha ragione Massimo Borghesi, con la comprensione del papa è che il papa non è un uomo di potere. Mentre sia i conservatori che i progressisti, per usare questi due vecchi termini, lo sono, come spiegava Hans Urs von Balthasar (1905-1988) in una sua predica radiofonica sull'immacolata concezione che porta il titolo: la fecondità di che è indifeso (Du krönst das Jahr mit Deiner Huld, 239-243). Autenticamente cristiana è la "consegna di sé", come la descrive don Picchetto, "il lasciar-andare, l'essere indifesi al cospetto di Dio, al cospetto della dottrina, dell'azione e della persona di Cristo. Questa mancanza di difesa non è passività" (Von Balthasar, ibidem, 241): questo lo vediamo nel papa. Auguri, papa Francesco.