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LETTURE/ Ambrogio e il mistero della nascita

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Gaudì, Sagrada Familia (1882-) (Immagine dal web)  Gaudì, Sagrada Familia (1882-) (Immagine dal web)

L'inno è per la maggior parte giocato sul miracolo del parto della Vergine, degno di ammirazione come cosa che si addice solo a Dio. La contrapposizione tra la nascita naturale e la venuta di Gesù è molto marcata: non da seme di uomo, ma dallo spirito di Dio fiorisce come frutto del ventre; il grembo cresce, ma la purezza rimane; il Signore esce dal talamo con la sua duplice natura, cinto di debole carne, a rafforzare la debolezza dell'uomo.

Vi è uno stupore per il mistero della verginità di Maria che resta una delle costanti del pensiero di Ambrogio, una gioia di luce che illumina l'ultima strofa in modo esplicito, ma che traspare da tutta la composizione. Notevole l'espressione centrale: "Dio giace in un tempio". E' il seno di Maria? Oppure la mangiatoia? Oppure la terra, tempio di Dio? O Maria stessa, arca della nuova alleanza? Forse tutto ciò insieme, in un rincorrersi di immagini sovrapposte, così caro alla poesia cristiana.

Con grande leggerezza il credente è messo davanti al mistero dell'Incarnazione, è invitato a considerare gli aspetti umani del concepimento e del parto e la loro origine divina, così come, per analogia, riavviene il miracolo della vita ogni volta che nasce un bambino.

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COMMENTI
18/12/2014 - Nasce Gesù dalla Madre Chiesa (claudia mazzola)

Ricordiamoci sempre che per sentir parlare di Dio e gratis abbiamo la Chiesa ed i sacerdoti. Tutto il resto, compreso Benigni, sono attori e fanno solo profumatamente la loro parte.