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LETTURE/ L'attesa che si compie e l'adorazione del Re

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Questo canto risente già di una atmosfera prenatalizia: l'attesa è compiuta. La nascita di Gesù è imminente: "Domani regnerà su noi il salvatore del mondo", come annuncia l'ultima strofa, che è riservata alla vigilia di Natale. 

La musica accompagna il testo, non più con il pathos del Rorate, così pieno di accorata tristezza per il peccato, ma con una gioia contenuta e leggera, quasi avvicinandosi con pudore a quell'annuncio.

E infatti l'antifona invita ad adorare il Re che sta per venire e l'adorazione è la forma più alta di domanda, chiede alla grande presenza "Sii per me".

La prime tre strofe hanno come centro la notizia essenziale: ecce veniet, verrà. Poi ciascuna dettaglia i particolari della venuta del Signore, la luce, la prosperità, il dominio, la gioia, il regno.

L'inizio riprende le parole del profeta Sofonia: "Gioisci, figlia di Sion, esulta, Israele, e rallegrati con tutto il cuore, figlia di Gerusalemme!" e poi prosegue elencando i beni che questa venuta porta con sé, la grande luce e la dolcezza della natura, il latte e il miele con cui la terra di Canaan era raffigurata da lunghi secoli agli Israeliti nel deserto, infine il rinnovamento della vita religiosa e politica. Le altre due strofe insistono sulla regalità del Signore, seduto sul trono e cinto il capo della corona, destinato a dominare, secondo l'espressione del salmo 71 "da mare a mare, dal fiume sino ai confini della terra".

Il testo ribadisce più sotto con lievi variazioni che il Messia apparirà di certo, perché la parola di Dio non mente e, se tarda ad attuarsi, occorre continuare ad attendere. La sua venuta, e la ripresa è ancora dello stesso salmo sarà "come la pioggia sul vello", delicata e benefica e le genti serviranno questa la sua giustizia e la sua pace.

"Nascetur nobis parvulum": qui è finalmente Isaia, il principe dei profeti, a suggerire le parole per l'inizio della strofa seguente, mentre la penultima precisa il luogo della nascita, Betlemme, città di Dio, casa del pane e della pace.



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