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LETTURE/ Tolkien, il male del mondo e il "potere" di Maria

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J.R.R. Tolkien (1892-1973) (Immagine dal web)  J.R.R. Tolkien (1892-1973) (Immagine dal web)

Ancora oggi alcuni avvenimenti storici appartengono a quest'epoca di santità, come per esempio la lotta coraggiosa del popolo curdo, anche in difesa di noi cristiani, contro i terroristi dell'Is, ma ormai il potenziale di guerra è diventato così allarmante e pericoloso che forse siamo all'inizio di una nuova epoca di santità, che chiamerei quella di Charles de Foucauld, un'altro grande soldato, che ha voluto finalmente testimoniare con l'ospitalità e l'amicizia che nascono dalla presenza dell'amore eucaristico, nell'eremo di Beni-Abbes e poi di Tamanrasset, cosa sia realmente efficace dal punto di vista del Dio trinitario dell'amore indifeso e in quanto indifeso, potente. In questa nuova santità solo l'amore, nella dimensione particolare del nascondimento di Nazareth vissuto in un territorio di missione, ha la credibilità e l'efficacia della presenza dell'amore gratuito nel mondo. 

Ma forse con la scelta di Cristo di nascere a Betlemme e vivere trent'anni nel silenzio di Nazareth, sembra che da sempre la santità ultima non sia quella dei grandi combattimenti esteriori. Nel n. 287 della Evangelii Gaudium così dice papa Francesco della "nuova stella dell'evangelizzazione", Maria: "Non è difficile, però, notare in questo inizio una particolare fatica del cuore, unita a una sorta di «notte della fede» — per usare le parole di san Giovanni della Croce —, quasi un «velo» attraverso il quale bisogna accostarsi all'Invisibile e vivere nell'intimità col mistero. È infatti in questo modo che Maria, per molti anni, rimase nell'intimità col mistero del suo Figlio, e avanzava nel suo itinerario di fede». 

A partire da Giovanni XXIII (ma se ne trova traccia già in tutti i pontefici del XX secolo), il papa della Pacem in terris, passando per i grandi appelli alla pace di Giovanni Paolo II durante le guerre del Golfo, fino a Francesco, non è cambiato nulla del desiderio della Chiesa di "fermare" il nemico arbitrario ed ingiusto, ma con chiarezza si è visto che forse solo nel metodo di lotta della "non violenza" si troverà in un futuro vicino (o già oggi?) la via che può essere percorsa nell'esistenza storica dai cristiani e da tutti gli uomini di buona volontà. Guardando la terza parte de Lo Hobbit, nel sopraggiungere di sempre nuovi nemici, mi chiedevo: quale forza può sovvenire ancora al disastro provocato dalla violenza? In fondo anche Tolkien stesso ha visto che essa può essere solo l'amicizia gratuita, cosa che Giovanna d'Arco stessa sapeva; d'altra parte non è morta in un combattimento militare, ma per la mano di chi poi la santificherà. 

Alla fine lo sguardo non può che elevarsi a chi, immolato, ha già vinto il mondo. A quel nostro grande amico nato in una stalla, nella periferia dell'esistenza storica.



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COMMENTI
30/12/2014 - commento (francesco taddei)

la lotta coraggiosa del popolo curdo anche in difesa di noi cristiani (che con una milizia vi si sono uniti), avviene con le armi. se no non è difesa.

RISPOSTA:

Caro signor Taddei, grazie per la sua osservazione. Mi è chiaro che questa difesa avviene con le armi. Il fatto che io non le voglio usare, perché ritengo altre forme di difesa più efficaci, non significa che non vi sia nessuna legittimazione relativa di usarle. Suo, RG