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LETTURE/ Thamar e Giuda, "prove" di matrimonio dopo il divorzio di Adamo ed Eva

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Thomas Mann (1875-1955) (Immagine dal web)  Thomas Mann (1875-1955) (Immagine dal web)

Sela, il terzo figlio, le fu rifiutato con disprezzo di lei e del levirato: l'antica legge che obbligava il cognato a prendersi cura  "della vedova e degli orfani". "Divoratrice di giovinetti", questa l'ingiusta fama della donna, ormai ramo secco del grandioso albero della discendenza di Giacobbe. Questa la cattiva sorte dalla quale Thamar fu in grado di risollevarsi con "straordinaria risolutezza". "Spiar nelle alcove è al di sotto della dignità di chi narra questa storia": qui (e solo qui) Mann delude i suoi lettori, perché di alcove e non di altro si tratta. Thamar "la risoluta" smise il velo del lutto e indossò quello della seduttrice mercenaria. Giuda la volle per sé, la conobbe senza riconoscerla, ricalcando la "svista" di Giacobbe, che conobbe Lia, scambiandola (sic!) per l'amata sorella di lei, Rachele, e contraendo in tal modo l'obbligo di sposarla. 

Thamar, l'alunna prediletta di Giacobbe, la confidente delle sue storie lo sapeva, contrattò il meretrico è fissò un prezzo pari alla dignità di chi la chiedeva. In pegno trattenne il bastone, l'anello e il cordone di Giuda, lo stesso che in veste di giudice e capo inquisì contro di lei: scopertala incinta l'accusò di meretricio, condannandola alla lapidazione e al rogo. Ancora a Giuda, venutala a prelevare per il luttuoso ufficio, la donna consegna i pegni dell'unione mercenaria, i simboli del suo rango, accompagnandoli con l'umile domanda: li riconosci? "Lei è più giusta di me", fu la frase dell'uomo annotata nelle cronache. Esaminata, la donna è trovata innocente e il suo agire impeccabile. 

Il suo coraggio e la sua determinazione catturano l'ammirazione degli astanti, i lettori del libro degli inizi, fino a Thomas Mann ai suoi lettori e a noi. Anche la sentenza di Giuda cattura l'attenzione, così alternativa e ancestralmente rivoluzionaria rispetto all'altra, quella di Adamo che, incolpandola, ruppe il coniugio con la donna, dando luogo al primo caso di divorzio della storia. 

Il libro degli inizi non dice se Giuda fu all'altezza del suo giudizio nel seguito della storia con Thamar. Non risulta. Ma saperlo ha un'importanza relativa: lo sarà forse per letterati, archeologhi della cultura, "strizzacervelli" e simili, perché in questo genere di cose si riparte sempre da Adamo e Eva. O da Thamar e Giuda. A questo punto: faites vos jeux.

(1 - continua)



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COMMENTI
04/12/2014 - impossibile resistere (chiara prevosti)

Provo a dare un volto a questo articolo: http://www.beniculturali.it/mibac/export/MiBAC/sito-MiBAC/Menu-Utility/Immagine/index.html_646916561.html Si tratta della Tamar dipinta da Francesco Hayez nel 1847 e conservata a Varese, al Castello di Masnago. Stando di fronte a un quadro del genere, non è troppo difficile immaginare come Giuda non abbia potuto che dichiararsi "sconfitto" di fronte a una donna tanto bella e così giusta. Quest'opera merita una gita a Masnago, se non ci siete mai stati. Magari con Thomas Mann sotto il braccio.

 
04/12/2014 - L'attualità del racconto (Linda Pozzi)

Anche per chi poco conosce la storia di Thamar e Giuda, l'articolo offre ampi spunti di riflessione. Colpisce come la donna accusata di "essere divoratrice di giovinetti" riesca a redimersi anche attraverso il pensiero dello stesso Giuda: "Lei è più giusta di me". Questa è la prova di come gli antichi racconti biblici abbiano una grande attualità.

 
03/12/2014 - donne insospettabili (Francesco Picotti)

E’ interessante come nella bibbia donne in-sospettabili entrino a pieno titolo a far parte della storia della salvezza; come la legge sia al servizio dell’uomo e non viceversa e come la scaltrezza possa essere una dote. La possibilità di costruire qualcosa insieme, o fare società, nasce anche dal saper riconoscere che “lei è più giusta di me”, piuttosto che arrendersi a facili recriminazioni ed erigere steccati.

 
03/12/2014 - Oltre l'etica: giustizia e misericordia (Laura Menegola)

In questa riflessione, da Thomas Mann in poi, ciò che colpisce è il rovesciamento del giudizio etico comune. Thamar, la maledetta, colei che è accusata di prostituzione, in verità non è colpevole. Non lo è, perché come donna tutta intera rivendica il diritto negatole dal suocero. Giusta quindi e non da condannare, per riconoscimento dello stesso Giuda (lei è più giusta di me). Colpisce pensare che dalla stirpe di Giuda e Thamar discenda Gesù, quello stesso che ha avuto uno sguardo misericordioso sull’adultera, sulla samaritana e sulla Maddalena. Come dire: l’uomo è abbracciato, lo sguardo del divino sull’uomo è più grande della stessa misura che l’uomo ha su di sé.

 
03/12/2014 - Chi si vuole divertire legga la Bibbia (Claudio Baleani)

La Bibbia è il più grande romanzone che sia mai stato scritto. All'interpretazione del fatto tra Thamar e Giuda obietto che Adamo ed Eva non si separarono mai e tanto meno divorziarono ed anzi ebbero altri figli, di cui il primo fu Set. Più che una storia di caduta e redenzione, mi sembra una storia di natura e grazia.