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LETTURE/ "Rorate", il peccato non cancella il desiderio di Dio

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Michelangelo, Madonna col Bambino (1525) (Immagine dal web)  Michelangelo, Madonna col Bambino (1525) (Immagine dal web)

Uno dei canti più belli dell'Avvento è il Rorate, ancora in uso, anche se sempre più raramente, nelle nostre parrocchie.

La melodia è gregoriana, benché tarda. Essa sostiene il testo con un andamento semplice e solenne, che rivela la tristezza della condizione umana, fatta di argilla e di lacrime e la speranza dei cuori in una salvezza che venga dall'alto: "Alzo gli occhi verso i monti, da dove mi verrà l'aiuto" aveva già cantato l'antico salmo di Israele.

Rorate cœli desúper,
et nubes plúant justum.

Ne irascáris Dómine, ne ultra memíneris iniquitátis:

ecce cívitas Sancti facta est desérta:
Sion desérta facta est: Jerúsalem desoláta est:
domus sanctificatiónis tuae et gloriae tuae,
ubi laudavérunt Te patres nostri.

Peccávimus et facti sumus quam immúndus nos,
et cecídimus quasi fólium univérsi:
et iniquitátes nostrae quasi ventus abstulérunt nos:
abscondísti fáciem tuam a nobis,

et allisísti nos in mánu iniquitátis nostrae.

Víde, Dómine, afflictiónem pópuli tui,
et mitte quem missúrus es:

emítte Agnum dominatórem terrae,
de pétra desérti ad montem fíliae Sion:
ut áuferat ipse jugum captivitátis nostrae.

Consolámini, consolámini, pópule meus:
cito véniet salus tua:
quare moeróre consúmeris, quia innovávit te dolor?
Salvábo te, noli timére,
ego énim sum Dóminus Deus túus Sánctus Israël, Redémptor túus.


Stillate rugiada, o cieli, dall'alto, e le nubi piovano il Giusto. Non adirarti, o Signore, non ricordarti più dell'iniquità: Ecco che la città del Santuario è divenuta deserta: Sion è divenuta deserta: Gerusalemme è desolata: la casa della tua santificazione e della tua gloria, dove i nostri padri Ti lodarono. Peccammo, e siamo divenuti come gli immondi, e siamo caduti tutti come foglie: e le nostre iniquità ci hanno dispersi come il vento: hai nascosto a noi la tua faccia, e ci hai schiacciati per mano delle nostre iniquità. 



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