BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

BENEDETTO XVI/ Perché Dio ha deciso di cambiare Pescatore?

Pubblicazione:

Benedetto XVI (Infophoto)  Benedetto XVI (Infophoto)

È a questo «scandalo» che, come i suoi predecessori, Papa Francesco richiama ciascuno personalmente e il mondo intero. Egli riporta tutti a quella che Kierkegaard chiamava «la soglia più bassa dello scandalo» che è il dover necessariamente fare i conti con Gesù Cristo, dal momento che Egli è entrato nella storia. 

Papa Francesco lo fa secondo la modalità che gli è propria e che in parte abbiamo conosciuto, ma che sarebbe riduttivo ricondurre semplicemente alla sua biografia, alla sua provenienza o alla sua personalità umana e cristiana. Il ministero di Pietro ha una caratura storica ineludibile. Attraverso Pietro il Signore dice qualcosa alla sua Chiesa e al mondo intero. È dunque giusto chiedersi: che cosa il Signore sta dicendo qui e ora attraverso Pietro? La domanda non è storico-universale, ma tocca piuttosto la persona, come sempre avviene quando c'è un annuncio e una testimonianza cristiana. Quel che Papa Francesco annuncia non è in alcun modo separabile dalla sua persona e, proprio per questo, va ad incontrare la persona, ciascuna persona (EG  7. 127ss.). Qualora si omettesse questo piano, tutto il resto rimarrebbe privo di senso e ideologico, sebbene di una ideologia "cristiana".

Certamente Papa Francesco chiama fuori da quel che egli stesso ha titolato come «morboso individualismo» (EG 89) e da quella «tristezza dolciastra» (EG 83) che caratterizza il cristianesimo «da salotto». Egli lo fa riproponendo i fondamenti di ciò che è umano nell'uomo e, insieme, smascherando in maniera drastica le troppe falsificazioni che l'hanno talmente ricoperta da renderla irriconoscibile. 

Quando egli denuncia l'insensibilità e l'incapacità di empatia di fronte alla sofferenza e alla morte dell'altro, intende ricostituire la percezione vera e reale dell'altro, venendo meno la quale tutte le relazioni vengono ridotte o falsificate, e l'alterazione della qualità della relazione rende marci i rapporti tra gli uomini e le società che di questi rapporti sono intessute.

Quando egli richiama l'attenzione sulla periferia, sull'esistenza periferica e sull'umanità periferica, sullo "scarto", non fa altro che rendere esplicita la verità semplice che in tutto l'Antico Testamento in continuazione è insegnata per cui se il popolo vuol essere integro, se la città vuol essere sana, non ci si potrà prendere cura di qualcuno e dimenticare qualcun altro. Cominciare dall'ultimo è un criterio infallibile per prendere in considerazione tutti e bonificare la qualità della socialità di tutti i membri.

Non è dunque questione di moralismo o di pauperismo, ma di verità. Chi si dimentica del povero vive nella menzogna.



< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >


COMMENTI
11/02/2014 - la decisione (luisella martin)

Non è stato Dio a decidere di cambiare Pescatore, Dio lascia sempre a noi la libertà di decidere, anche il successore di Pietro. Al massimo ha potuto suggerire, richiesto da Benedetto XVI nella preghiera, di lasciare la cattedra. Credo che il nostro Papa Emerito ce lo abbia detto chiaramente.